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giovedì 18 agosto 2016

Sebastiano CRAVERI


Sebastiano CRAVERI


   Nato a Torino il 30 marzo del 1899, scomparve a Carmagnola - da dove risiedeva dal '43 con la compagna Ida Durio [1906-1990], a causa della guerra - il 25 di ottobre del ’73.  


L'ultima dimora dei coniugi Craveri
foto tratta da Facebook

Nel 1922 fu insignito dal papa Pio XII della Croce di Cavaliere dell'ordine di S. Silvestro per le «benemerenze acquisite con le sue geniali tavole», come scritto in quarta di copertina de I quaderni del fumetto n.1 "Il castello degli spettri & altre avventure" dell'aprile del '73, edito dai Fratelli Spada.



Le avventure di Micetta del 1946




      Dopo gli studi liceali si dedicò alla pittura e al giornalismo e fu anche attore teatrale. Illustrò anche dei romanzi storici.









  Il suo debutto avvenne su il GIORNALE DEI FANCIULLI. Fu tra i padri fondatori de IL VITTORIOSO, dove nel primo numero debuttò il suo bestiario antropomorfo con ZOO FILM, la famiglia Zoo, con i personaggi di Bull, Giraffone, Aprilino e altri ancora, che gli valsero la fama di Disney italiano.  Continuò a lavorare con la testata cattolica ininterrottamente fino al ’62, alternando un’attività di illustratore per IL CORRIERINO  e per il settimanale FAMIGLIA CRISTIANA. 
 
   Scrive Piercostante Righini su I QUADERNI DEL FUMETTO ( ed. Fratelli Spada, aprile ’73 ) «Craveri, piemontese di Torino, era – anche nell’aspetto – uno che si sarebbe potuto definire “ un pacioccone”; di statura media; grassottello; bianco-rosso e sorridente: non appariva un tipo dinamico. Anzi: sembrava sempre un tantinello trasognato. È un fatto che egli viveva “sperso” con i suoi personaggi; perché era costantemente impelagato nelle storie dei suoi animali e ad esse “partecipava”, mano a mano che la sua gente ne immaginava le vicende ( per questo, era anche un tremendo distratto nel suo comportamento – non nel lavoro ch’era sempre ottimamente rifinito – tanto da trovarsi… lo spazzolino da denti nel taschino, in luogo della matita!). 
   Quando poi decideva di por mano alla matita ( e, talvolta, direttamente alla penna ) era di un dinamismo e d’una risolutezza impressionanti. Le proporzioni, l’atteggiamento e l’espressione dei suoi animali, scaturivano netti, precisi, sicuri e perfetti dalla matita o dalla penna. Sembrava che per lui, fosse maggiore la fatica delle squadrature del foglio e della scrittura materiale dei fumetti e delle didascalie, che non il disegno vero e proprio! Ed a tutto provvedeva da solo. Quando aveva maturata una storia, mandava in redazione una mezza paginetta ( spesso scritta a matita ) nella quale esprimeva “l’idea” senza spendersi nei particolari: pochissime righe e – avuto il benestare – in breve tempo faceva arrivare tutte le tavole. Che erano ordinate, pulite e senza alcun bisogno di ritocchi o correzioni.» Fu purtroppo abbandonato dagli editori specializzati e si ammalò gravemente fino a morire e, per di più, in miseria!!!  

 Anno XXII n. 17 - 23 aprile 1958
   Sarebbe esistito, secondo le schede di EXPLOIT COMICS, un Mario Craveri, che negli anni trenta pubblicò sul CORRIERE DEI PICCOLI,  un’enorme mole di tavole pubblicitarie per la ARRIGONI. Il personaggio era il simpatico tigrotto ARRIGO, definito da Paola Pallottino un  « MIO MIAO futurista », che talaltro è stato da altri attribuito da altri a Rino Anzi, il creatore di CUCCIOLO & BEPPE in forma di cagnolini umanizzati e questo nonostante la sigla C. M. presente in ogni tavola.













 Le meravigliose illustrazioni per Il gioco della bugia. Un gioco di carte del 1947, di 36 disegni realizzato per la Cibalgina e distribuito gratuitamente nelle farmacie. 
notizie tratte da:
 - exploit comics

Le immagini presenti sono © MAURO GIUBBOLINI e sono tratte da https://it-it.facebook.com/pages/Sebastiano-Craveri/43945263276
Marco Pugacioff   
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