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domenica 14 agosto 2016

Carlo Magno e la leggenda di Champdolent

Carlo Magno

e la leggenda di
Champdolent

Sogni & Storia

Visioni dal mondo della Storia





dipartimento della Charente Marittima [Charente-Maritime], nella provincia della Santongia [Saintonge] alla frontiera dell'Aunis.








   Che in questa regione sia passato Carlo Magno lo si legge nella pagina dedicata alla città di Tonnay-Charente 

 Blasone di Tonnay-Charente
in cui è scritto «allorché Carlo Magno riconquista a sua volta L’Aquitania [prima ci aveva pensato Pipino il Breve] e la sottomette al suo reame, la Santongia è pacificata e conosce per un po’ di tempo una certa prosperità. Delle leggende tenaci sono allora legate al nome dell’illustre imperatore le cui visite in terra di Santongia avevano lasciato il segno nella provincia. Non solo, in un toponimo al nord di Tonnay-Charente, le "chemin Charles" designa l'antica strada che collega la città di Tonnay a Muron e sarebbe attribuita a Carlo Magno.[1]»


    Come nel castello di Taillebourg - situato su uno sperone roccioso che difendeva il primo ponte sul fiume Charente e da lì fino alla sua foce - capoluogo della omonima contea che ebbe nel medioevo statuto di città, qui Carlo Magno vi avrebbe dormito durante la sua campagna contro i Saraceni Intorno all'anno 800[2].  
    A circa una decina di chilometri da La Rochelle, anticamente vi era un Castrum Julii, porto romano dell'Aunis, che fu anch’esso fortificato da Carlo Magno. Poi venne Châtellaillon che fu la mitica capitale dell’antico pagus Aliniensis che diede il suo nome al fiume Aunis.
La città di Montmeillan, completamente annientata, e l'antica città di Châtellaillon, che si trovava sulla punta di Châtellaillon, sono state inghiottite dai flutti verso il 1430. Nel 1660, le sette torri che restavano delle mura della vecchia città di  Châtellaillon cedettero insieme alla scogliera[3].

Dalle avventure di Un ragazzo nel Far West. L’isola del diavolo di Gianluigi Bonelli. Zenith Gigante n. 50 – maggio del 1965

    Tanto che in un libro del 1831 Si legge «Chatelaillon era allora la principale città del paese dell’Aunis. Carlo Magno la fece circondare di bastioni allorché fortifica tutti i porti della Gallia orientale per garantire il suo stato dalle incursioni dei Normanni. Questa città non esiste più: il mare la invasa. Il villaggio di Chatelaillon, situato sulla costa, a due leghe a sud di La Rochelle, non è nemmeno stato costruito nel luogo dell’antica città. “Tanto che Chatelaillon esisteva, il luogo dove era stata costruita La Rochelle non era che un semplice borgo, dice un altro storico di questa città; ma Chatelaillon si rovinò e il borgo e villaggio di La Rochelle venne individuato come un luogo con una buona situazione, e incominciò a fortificarsi di case, famiglie e abitanti.”. Si vede, da questa testimonianza, che l’origine di La Rochelle data dalla rovine di Chatelaillon.[4]»


    Presso il vecchio castello di Champdolent, sempre nella Charente Marittima – come potete vedere da questa straordinaria visione aerea – vi è ciò che resta dei fossati, delle mura e del mastio di un antico castello. Pensate che al suolo non si distingue assolutamente nient’altro che un prato circondato da siepi, con sparsi ciuffi d’erba e qualche canale.
Il toponimo Campdolent sta a significare “campo del dolore”, e fu probabilmente un campo di battaglia contro i Saraceni o i Normanni[5].
Ebbene la leggenda locale afferma che questo maniero fu raso al suolo proprio da Carlo Magno[6].
   Con tutte queste leggende sembra di essere qua in Italia, nelle Marche...
Marco Pugacioff


[1] F. de Vaux de Foletier, Histoire d'Aunis et de Saintonge, Princi Néguer Editor, p.17 Nota e spezzone tratte da: https://fr.wikipedia.org/wiki/Histoire_de_Tonnay-Charente
[2] Vedi: http://www.valsdesaintonge.org/communes/370-taillebourg da notare che Nel 1179, vi arriva anche Riccardo Cuor di Leone [chissà se c’era pure Robin Hood?] che dà l’assalto alla fortezza e dopo la vittoria ne ordina la sua distruzione. 
[4] Vedi: M. Vaysse de Villiers (Régis-Jean-François), Description routière et géographique de l'empire Français divisé ..., Volume 14 pagg. 57-58. Disponibile in google libri.
[5] Vedi nota 3


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