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lunedì 15 agosto 2016

Rino Anzi


Una foto dell'artista, datami cortesemente dal suo figlio maggiore, al tempo
in cui creò Cucciolo & Beppe.

Rino ANZI
 
   Di Rino Anzi si conoscevano ben pochi dati biografici, nonostante la sua importanza, visto che è il papà grafico di CUCCIOLO & BEPPE! Ideati insieme ad Federico Pedrocchi col pseudonimo Antonio Carozzi, sembra [l'informazione veniva però da Teresa Comelli e perciò di parte] su un idea dell’editore Giuseppe Antonio Caregaro; ma più che sicumente l'editore avrà solo indicato di realizzare dopo un topetto (Codino detto il Topolino italiano) e una scimmietta (Scimmiottino, poi conosciuto come Cucciolino e in seguito come Topì) un cagnolino, appunto Cucciolo. 
   Veniamo alle notizie sulla sua vita avventurosa:

Vittorino era, con suo grande orgoglio, nipote di un garibaldino che partecipò alla campagna del 1860 di Garibaldi. La sua famiglia aveva la sua camicia rossa appesa in casa, ma venne in seguito distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.


Sentinella garibaldina, dipinto di Gerolamo Induno - 1860 circa.

Il babbo era un avvocato; la famiglia abitava tra Roma, Padova e Venezia e Rino pur essendo nato a Milano, parlava con accento romanesco… troppo simpatico! La mamma di Rino, veneziana, si chiamava Clelia Bellini ed era imparentata con i fratelli Bellini di Venezia, rinomati illustratori. La sorellina minore di Rino (aveva 16 anni alla fine della guerra) si è sposata con un soldato americano e vive oggi a san Francesco ed è molto famosa come scultrice.
   Rino, pur essendo antifascista riuscì a passare oltralpe e, nel '36 o '37, a Nizza ebbe un attentato per strada organizzato dall'Ovra, la cui sede era a Monaco in Francia (accidenti! Come succede spesso a Tex Willer e a Blek Macigno).
    Rino conobbe la moglie Katia a Parigi, dove dipingeva. Per presentarla alla famiglia, venne in Italia e per tornare nel Bel Paese [come sottolinea Luca, un bel paese ormai fu] iniziò a fare delle vignette per un giornale fascista dove prendeva in giro gli americani… ma, l'inizio delle ostilità, (eravamo ormai nel ’38 e i venti di guerra soffiavano all’orizzonte) li intrappolò in Italia dove facevano la fame nera, difatti nessuno dava loro lavoro perché antifascisti.  Quei disegni era una cosa di cui si vergognava, avrebbe preferito la fame che rifarlo ancora.


La prima opera di Rino con la fumettatura della moglie Katia


Questa è la seconda ristampa dove venne chiamato Topy, su Le Storie di Cucciolo n. 4 del febbraio del 1960 

L'annuncio di un nuovo personaggio illustrato da Rino Anzi. Dalla quarta di copertina de Gli albi di Scimmiottino del 15 agosto del '40. 




   Poi vennero Scimmittino e Cucciolo & Beppe, di cui Katia letterava le tavole, ma le vignette contro gli alleati, non cessarono anzi. Questa vignetta fu stampata nel ’42, in appendice alle avventure dei cari Cucciolo & Beppe.



   Nel '43 (comunque il suo lavoro di fumettista termina in quell’anno di essere stampato), fu chiamato in guerra negli alpini, ma con altri suoi compagni di naja fuggì nei partigiani e scrisse alla moglie di fuggire in Francia. Il viaggio per Katia verso Parigi fu per lei un incubo e durò 6 settimane, e arrivò in Francia passando per la Germania. Katia si rifugiò poi a Londra. Per ben cinque volte si paracadutò in Francia presso i maquis mentre il marito era nei partigiani italiani e fu ferita in guerra. Dopo la guerra Katia ebbe la cittadina inglese.
   Rino e Katia si ritrovarono dopo tanti anni. 
   Nell'ottobre del '50 nacque Erik Aliocha Marco a Milano, e fu in quell'anno che Rino smise di fare fumetti. Il nome scelto per il loro era Aliocha, ma all'epoca (pensate un pò )erano proibiti i nome russi, perciò il padre gli diede nome Marco... In quei giorni Katia leggeva un libro su Erik il Rosso, ed è per ciò che Erik oggi porta quel nome.
   Un ricordo di Erik, grazie al quale ho potuto conoscere la vita avventurosa dei suoi genitori, è che Rino creò anche Tiramolla. Ma in quell'anno, abbandonando il mondo del fumetto, lasciò tutto al suo "socio". Certamente non si trattava di Giorgio Rebuffi (che non ha mai conosciuto Rino e che - ne sono certo - lui e Luciano sarebbero andati molto d'accordo)... In effetti la prima apparizione dell'omino di gomma a Cucciolandia avvenne nel '52. E in più l'arguzia di un tale nome ha tutto il gusto della tipica ironia romanesca, per intenderci sul tipo di Saturnino Manfredi (il quale sottolineava che «L'ironia non si vende al mercato»). 
   Insomma, chi ha ideato questo personaggino ? Ecco un vero... 
Tiramolla !
 

   Poi Rino in quegli anni, diede anche una mano al lungometraggio della Rosa di Bagdad e fece dei bozzetti per la Disney su Bambi. Decise così di andare a lavorare in America, per la Disney. Avendo avuto l'approvazione dallo stesso Disney, era in procinto di abbandonare il vecchio mondo, ma con la sua famiglia andò prima in Svizzera per trovare degli amici e lì Katia si ammalò, per le consenquenze della ferita avuta in guerra. La mamma di Erik scomparve poi nel 2007.
  Avendo Rino bisogno di soldi, mise su uno studio di pubblicità tutto suo, perché non voleva padroni, ed ebbe poi un mare di collaboratori. Rino modernizzò il marchio Findus, che era il suo cliente principale. Era stabilito presso Ginevra, a Vevey, vicino alla sede della Nestlè. Sempre lì, Rino trovò un'altra compagna che gli diede un fratello e una sorella a Erik. 
   Rino Anzi fu anche un eccellente pittore e in America fecero una gran mostra sui suoi quadri, che era gran amico di Giorgio Di Chirico, il quale esortò Erik a che il padre tornasse ai pennelli.
  Erik ha avuto più di una testimonianza che il babbo si addormentava sul lavoro ma CONTINUAVA a disegnare. Perché aveva dei poteri, dei DONI, particolari. Mi ha detto che il padre voleva fare il chirurgo (entrava da giovane a disegnare i cadaveri nei obitori, grazie ai suoi amici medici) ed anche che non sentiva il dolore. In un incidente stradale, il grande controllo del dolore di Rino lo faceva andare in giro anche se non avrebbe potuto; e per di più una volta sempre Rino si operò al collo davanti ai suoi amici e descrivendo ad essi ciò che faceva. In quell'operazione si salvò la vita.
  Rino si spense in svizzera nel '77, aveva 67 anni. Al suo funerale vi furono un mare di persone venute da tutto il mondo.

Cucciolo & Beppe sono ormai bambini, ma sempre nella versione di Anzi.


   Oltre alle storie di CUCCIOLO cagnolino, l’autore disegnò anche i primi episodi del protagonista trasformato in bambino, la serie di CUCCIOLINO, alcune storie con PINOCCHIO come comprimario.

Questa copertina del '48 sembra essere una delle ultime opere di Anzi per i suoi personaggini. Anche se potrebbe essere stata ristampata la stessa del 1942.

  Insieme a Cucciolo, Rino realizzò per IL CORRIERE DEI PICCOLI a partire dal numero 21 del 25 maggio del '41, le storie di un bambino in fasce chiamato CHICO COCHI, un bambino ribelle con un gran ciuffo e una grossa testa. Nel 1948 la Alpe ristampa le prime storie di Cucciolo & Beppe e sul numero di natale, compare la prima storia del dopoguerra dei due personaggini, da un disegnatore che si firma con un "Ranieri" o qualcosa di simile e che proseguirà con altre copertine degli Albi della Fantasia. Secondo una giusta interpretazione di Luca Boschi, questo autore non era altro che lo stesso Vittorino Anzi.
 Pranzo di fine anno, apparsa su Il Natale di Cucciolo, terzo albo de I Grandi Racconti Illustrati del 1948

Gaie Fantasie n. 6 del settembre 1949

Un disegno tratto da Gaie Fantasie n.18 del 1950

Paperino del 1952

   Vittorino disegna alcune storie disney per la Mondadori, come Topolino nella terra dell’incanto [dal numero 44 del 10 giugno del '52, fino al numero 46] e Paperino e i due marziani del dicembre del '52 di cui potete vedere qui sopra una tavola. Poi realizzerà Paperino e l'orologio parlante del giugno del '53 e infine Paperino e i Tappoatlantici del '54.
   Anche se la sua attività finisce nel '50, potrebbere essere che queste storie siano di un altro sconosciuto autore, oppure che la mondadori le avessero tirate fuori, una per una, dall'archivio e pubblicate con il contagoccie, chissà? Altro piccolo mistero che non sarà mai svelato. 

Alcune illustrazione che ho "rubato" amichevolmente dal blog di Luca

  Dopodiché Rino pare sia passato alla pubblicità lavorando al personaggio di Arrigo, sul Corriere dei Piccoli e firmandosi Mario Craveri [da non confondersi con Sebastiano Craveri] ma è una voce non confermata. L'autore di questa voce è G. Bono che l'inserì sulla sua scheda su Rino Anzi apparsa in terza di copertina di Tex 164.


  Il personaggino di Arrigo e il suo tigrotto era stato creato da Gustavo Petronio: <<Il primo vero esempio di pubblicità cinematografica si ebbe nel 1924 ad opera del triestino Gustavo Petronio. Per la Società Arrigoni di Trieste, Petronio ideò quattro short della serie Arrigo e il suo Tigrotto, a cui collaborò Omero Valenti. Disegnato con un tratto geometrico ed essenziale, il personaggio di Arrigo era un buffo tipo dalla grande testa rotondeggiante e dal corpo minuto, dai tratti spigolosi e secchi, sempre in compagnia del Tigrotto, suo compagno di avventure. Posteriormente Petronio, nel 1930, realizzò un nuovo episodio di Arrigo che fu anche il primo cartone sonoro italiano, con la supervisione di Manlio Cappellato e, qualche tempo dopo, nel 1938, tentò di fare i primi esperimenti di disegni animati a colori ottenuti mediante un procedimento di luce biemulsionata.>> Citazione da: http://www.rapportoconfidenziale.org/?p=10366
  

notizie tratte da:
 - exploit comics n. 38
- Ink, Anno XV, n. 46
- Tex n. 164
  e un enorme grazie sia a
- Luca Boschi, 
ma sopratutto a
- Erik Anzi
Marco Pugacioff   
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