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martedì 25 ottobre 2016

Discorso dei terribili fatti di Genova del 1608



DISCORSO
  

Al vero dei terribili e spaventosi segni apparsi sul mare di Genova all’inizio del mese di Agosto scorso.
   Con i prodigi di sangue caduti dal cielo, piovendo nella costa di Nizza e in parecchi posti della Provenza.

   Insieme alla apparizione di due uomini nell’aria, i quali si sono battuti parecchie volte.

    E  si sono visti con grande ammirazione per tre giorni, sull’isola di Martegue, che è una città sul mare a cinque leghe da Marsiglia.




 
Traduzione e libero adattamento di Marco Pugacioff
Da un libretto stampato a Lione nel 17° secolo



   Discorso spaventoso dei segni che sono apparsi sul mare di Genova, all’inizio del mese di Agosto scorso dell’anno 1608.
I prodigi che ci appaiono sono senza dubbio corrieri e postiglioni celesti che ci annunciano le disgrazie che avremo in avvenire e che sempre noi provochiamo e a cui cerchiamo di porre rimedio con preghiere e digiuni, al fine di placare l’ira di quel gran Dio, che noi offendiamo ogni giorno.
   I Romani, quando a loro apparivano questi prodigi, si affrettavano a far sacrifici agli Dei per placare la loro collera, vittime della loro superstizione. 
   E noi che siamo cristiani allevati in una scuola migliore, preferiamo ai sacrifici, far mostrare i nostri cuori afflitti e pentiti, e umilmente preghiamo l’Onnipotente di perdonare le nostre colpe, e di voler placare la sua giusta collera: a tal fine il male che ci viene preparato dalla sua giustizia, sia scacciato da noi dalla sua santa misericordia.
    All’inizio del mese di Agosto dell’anno milleseicentotto, sul mare di Genova furono visti i più orribili segni che a memoria d’uomo siano stati narrati, né scritti: alcune figure umane con braccia che sembrano coperte di scaglie e tenendo in ciascuna delle loro mani due orribili serpenti volanti, che gli si attorcigliavano sulle loro braccia, affiorano solo dall’ombelico fuori dal mare, e gettano grida sì orribili che è cosa veramente spaventosa, poi si rituffarono in mare per ricomparire in un altro luogo lontano da là, prorompendo in grida sì spaventose che in molti si sono ammalati di paura, e si vide che sembrano essere figure di donna: altri avevano i corpi come corpi umani, tutti coperti di scaglie, ma la testa in forma di dragone.



    Dopo il primo giorno del detto mese essi sono stati ordinariamente visti con grande stupore da tutti i genovesi, la signoria fece tuonare qualche cannone per cercar di farli lasciare quel luogo, e furono tirati loro ottocento cannonate, ma invano, perché non fecero effetto su essi. Le chiese si riempirono, e in lunghe processioni alla ricerca del vero rimedio furono ordinati dei digiuni, i buoni padri cappuccini ordinarono le quaranta ore per cercare di placare la collera di Dio, con i loro salutari rimedi.
    Il quindici Agosto appare sul detto mare vicino al porto di Genova, tre carri trainati ciascuno da sei figure, tutte di fuoco, in sembianza di dragone. E marciano detti carri l’uno opposto all’altro, e stupisce che i detti carri erano trainati dai loro serpenti, i quali continuano con le loro grida spaventose: e si avvicinano abbastanza vicino a Genova, tanto che gli spettatori, per lo meno la più gran parte, fuggono temendo gli effetti di un tale prodigio, ma come essi hanno fatto la giravolta per tre volte lungo il porto, e dopo che essi gettano delle grida sì potenti da far tremare le montagne dei dintorni, essi scompaiono tutti dentro al detto mare, e da allora nessuno li ha più visti, né ne ha avuto notizia.
   Questo ha portato grandi danni a numerosi cittadini di Genova, alcuni sono morti di paura, come tra gli altri il figlio del signor Gasparino de Loro, ed anche il fratello del signor Antonio Bagatelo, numerose donne ne sono state afflitte da tale paura, tanto da morirne. Dopo aver cantato il Tedeum essi sono svaniti.


    Dal lungomare di Nizza e tutta la costa della Provenza, sia nel mare che in pianura, è visto piovere del sangue naturale che corrode e tinge di rosso i fucili e i frutti degli alberi. A Tolone la maggior parte delle case sulle coperture è macchiato da detto sangue e alla chiesa parrocchiale del detto luogo all’uscita dalla messa fu vista una sacca sgocciolare del vero sangue, puro e naturale.         
   Il diciotto del detto mese di Agosto a Rilianne in presenza di tutto il popolo, viene vista una pioggia di sangue tale che nessuno esce fuori delle case che sono sporcate da detto sangue che scivola dalle coperture dei tetti da dove prima sgocciolava della pioggia. A Lãbex, al venti di detto mese piove sangue in tale abbondanza da scolare lungo le vie e sembra inghiottire nelle loro città un’infinità di persone, in breve, lungo il mare da Nizza a Marsiglia, numerosi luoghi furono pieni di sangue. Prodigi certi che fanno presagire dei grandi effetti.
   Altre cose degne di memoria arrivano nella città dell’isola di Martegue il 22 di detto mese in cui appaiono due uomini nell’aria, aventi ciascuno in mano delle armi e dei scudi, e si battono con tale furore che essi stupiscono gli spettatori, e dopo essersi lungamente battuti si riposano per un certo tempo, poi ritornano ad affrontarsi e il loro combattimento dura due ore.
   Il ventisette del detto mese essi ricompaiono a piedi e litigano con tale forza da sembrare fabbri che battono su l’incudine, l’indomani essi si fanno vedere a cavallo, e facendo volteggiare i loro destrieri come uomini d’arme, poi litigano con tale forza che si è detto che l’uno o l’altro sarebbero caduti in basso: E il giorno seguente è stato detto da certi che essi sembrano separati da un viale o una fortezza, e dopo aver essersi fronteggiati fanno un tale rumore come scoppi di cannone; i rumori sono così spaventosi che a chi sente sembra d’essere alla fine del mondo, poi dopo aver continuato nel detto giorno, nello spazio di sette ore, tutto in un attimo una gran nube comparve nell’aria e copre tutto oscuramente, che per due ore non apparve altro che nebbia nera, tenebrosa come il salnitro e dopo che l’aria si è purificata non furono più viste queste chimere.

   Questi prodigi meravigliosi hanno toccato l’anima di numerosi cristiani i quali hanno considerato le meraviglie di questo grande Dio e conoscendone la sua potenza e la sua bontà infinita, egli ci ha avvertito a fare penitenza, per placare la sua collera. Lo Spirito Santo ci aiuti nella sua buona volontà. Così sia.



Rappresentazione della pioggia di sangue su Lisbona del 1551



Marco Pugacioff
va agli


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