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lunedì 3 aprile 2017

Santo, El Enmascarado de Plata




Santo,
El Enmascarado de Plata
 
Il monumento a Santo a Città del Messico http://www.panoramio.com/photo/51559689
 
   Poche ore prima che il comandante Ernesto Che Guevara entrasse a La Habana, dopo la fuga del dittatore Fulgencio Batista nelle vie della capitale di Cuba, Santo, El Enmascarado de Plata cadeva nelle grinfie di un gruppo di teppisti, e uno scienziato pazzo lo costringeva a rubare una formula per la disgregazione molecolare, innescando una battaglia campale per evitare che il letale ritrovato potesse finire nelle mani di una potenza straniera.


   Sembrerebbe un soggetto assurdo uscito dalla fantasia malata di un soggettista cinematografico, in realtà fu lo scherzo del caso che fece coincidere la nascita di due miti: Il Che come eroe della rivoluzione e de El Enmascarado de Plata, l’eroe della lotta libera che debuttò sul grande schermo con Santo contra el cerebro del mal e Santo contra los hombres infernales, filmati simultaneamente a Cuba in quello storico dicembre del ’58, dove si respirava la tensione per l’imminente arrivo delle truppe ribelli. Joselito Rodríguez, con gran nervosismo e facendo enormi sforzi, girava le ultime scene con l’intento di uscir il prima possibile da Cuba[1].


Il Santo è pronto ad entrare in azione
   E dire che l’uomo misterioso che nascondeva il suo volto dietro una maschera all’inizio aveva dato un secco NO! All’idea di fare l’attore[2]. Ma l’enorme successo di una pubblicazione e l'esortazione dei suoi sinceri amici gli fecero cambiare idea. 


Dopo i fumetti anche i fotoromanzi

   La pubblicazione era il fumetto [historieta] di José G. Cruz: Santo. El Enmascarado de Plata. ¡Un semanario atómico! del 1952, che ebbe una tiratura di ben 300 mila esemplari in cui un supereroe cattolico e conservatore senza superpoteri, lottava contro Satana, col solo aiuto di un’immagine della Virgen de Guadalupe nascosta tra le sue vesti.  


Se il Santo aveva l'aiuto di una icona della Vergin, Ernesto Che Quevara scherzava mostrando il suo portafortuna: un sigaro. Disegno di Enrique Breccia.


1964 El hacha diabólica in cui si profila l'esistenza di altri Santi prima di quello attuale sul modello dell'Uomo Mascherato di Lee Falk.


 (1961) Santo contra los zombis


(1962) Santo vs. las mujeres vampiro
   Dopo le prime esperienze cinematografiche, El Santo si incaricò di difendere gli oppressi di fronte alle più bizzarre espressioni del male come vampiri, zombi, extraterrestri, mummie, perfino nazisti del quarto reich e malavitosi, e molte di queste manifestazioni avevano seducenti volti (con relative ed eccitanti curve) femminili, consacrandolo alla devozione del pubblico messicano e Latinoamericano. 
 



   Furono girati ben 53 pellicole [di cui alcune ebbero un doppiaggio italiano, ormai perduto, a tale proposito ricordo ancora come vidi in una piccola tivù privata del Piceno forse Telecolor Tvp il film western Los Jinetes del terror, (i cavaliri del terrore) in italiano]...



... e El Santo diceva “Que me critiquen, no estoy haciendo cine de arte ni estoy concursando en ningún festival, esto que hago es para mi público y porque a la gente le gusta”, «Cosa criticano, non sto facendo cinema d’arte né devo partecipare a qualche festival. Quello che faccio, lo faccio per il mio pubblico e perché alla gente piace».


Scena tratta da El Vampiro y el Sexo, [qui probabilmente sotto la maschera del Santo vi è una controfigura]. Si tratta della versione parallela di: Santo en el tesoro de Drácula, del 1968, di René Cardona. All'epoca si usava girare una versione per il grande pubblico e un'altra per gli adulti che veniva distribuita principalmente in Europa, anche se questa versione fu fatta sparire e riapparve solo pochi anni fa, restaurata e colorata.


   La prima maschera era veramente spaventosa, un volto grottesco fatto di pelle di cinghiale che con il sudore era insopportabile portare. La credenza popolare diceva che El Santo non si toglieva la maschera né per fare il bagno, né per andare a letto. 


   L’uomo dietro la maschera era Rodolfo Guzmán Huerta, nato a Tulancingo, Hidalgo, in México il 23 settembre del 1917. Il 5 di febbraio dell’84 alla conclusione di uno spettacolo si sentì esausto e si ritirò nel suo camerino per riposare. Ma aveva vicino l’unico nemico che non poteva sconfiggere: la Signora con la falce. Trasportato d’urgenza all’ospedale, lì fu vittima di un infarto al miocardio all’età di 67 anni[3].



Il Santo ci saluta da bordo della sua automobile dopo aver compiuto il suo dovere!
 

[2] «El Santo no da muestras de entusiasmo y su respuesta es un rotundo ¡No!»
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