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sabato 12 novembre 2016

Saint Diè e il battesimo dell'America


Quinto centenario del Battesimo dell’America
Saint-Diè 1507.

La scoperta del Nuovo Mondo passa per il cuore delle Alpi.
Teglio 2007




La “Universalis Cosmographiae Secundum Ptolmei traditionem et Americi Vespucii aliorumque lustrationes” è un manufatto cosmografico rinascimentale, frutto del lavoro e di ricerca portato avanti, dal 1504 al 1507, dagli eruditi del cenacolo del monastero di Saint-Diè ai piedi dei Vosgi.
Il documento, un planisfero, dalle concezioni geografiche decisamente avanzate rispetto alle ufficiali conoscenze che si avevano dei territori appartenenti alla “Terra Firma” (l’attuale America del Sud), accompagnava l’opera composta di 52 pagine: la “Cosmographiae Introductio”.
I due manufatti insieme ad un globo composto in 12 fusi, materializzavano per la prima volta un paradigma cosmografico, rivoluzionario.
Una nuova ed “imprevista” quarta parte del mondo separata dall’Asia, andava ad occupare le plaghe dell’oceano Occidentale sancendo allo stesso tempo, e per la prima volta, il battesimo del”Mundus Novus” con l’eponimo di uno dei figli più nobili della realtà storica familiare fiorentina di quel momento: Amerigo Vespucci.
I membri del cenacolo dei Vosgi, artefici della rivoluzionaria visione del mondo ruotavano intorno alle figure di: Gauthier Lud, mathias Ringmann, Nicolas Lud, Jean Basin de Sandaucort, e Martin Waldseemüller.
Era l’anno del Signore 25 aprile 1507.
Quindi lo scoccare del Quinto Centenario dello straordinario manufatto e di riflesso del battesimo dell’America è ormai vicinissimo.
La carta stampata nel 1507 è patrimonio storico dell’umanità, e la sua esposizione super blindata, che avverrà a Washington fra alcuni mesi, insieme alle celebrazioni nella cittadina di Saint-Diè, Firenze darà il via, di fronte a milioni di visitatori, alle sontuose celebrazioni.

 
La carta di Martin Waldseemüller è l’elemento geografico più raro e costoso di tutti i tempi, d’altronde le carte murali a stampa del XVI sec. E ritrovate a  tutt’oggi sono solo diciassette.  
Tra queste, però, il documento geografico cartaceo che rispecchia più fedelmente le linee guida della proiezione utilizzata da Martin Waldseemüller nel 1507, per racchiudere le terre disegnate sul planisfero lorenese, è la Weltkarte del 1545 del matematico tedesco Caspar Vopel e mai ritrovata.
Secondo gli studi del ricercatore Diego Baratono e dal valtellinese Claudio Piani, le carte rappresentate con questo profilo proiettivo iconografico, richiamerebbero il panneggio del manto della " Madonna della Misericordia " dipinta dal Ghirlandaio nel 1472, a Firenze nella chiesa di Ognissanti, proprio, per la famiglia Vespucci.
Solo tre copie postume della carta murale di Caspar Vopel sono sopravvissute, due realizzate a stampa, quella del 1558 alla Hoghton Library, in Masschusetts, (U.S.A) in pessime condizioni, e quella del 1570 conservata alla Herzog August Bibliothek di Wolfenbüttel, Germania.
La terza in perfetta scala con le altre, invece, e stata individua­ta nel 2003, da Claudio Piani dopo alcuni anni di ricerche. Il manufatto però non si presenta su di un supporto cartaceo, ma lo ritroviamo in forma di affresco (realizzato tra il 1565 e il 1576) perfettamente conservato sulla volta affrescata della “Sala della creazione all’interno della splendida dimora rinascimentale, che fino al XVI secolo è stata la dimora di una delle famiglie più potenti ed illuminate della Valtellina: i Besta. Dunque un ritrovamento straordinario per il mondo della carto­grafia antica. (2)

  
Il palazzo ubicato a 860 mt d'altezza nel borgo medievale di Teglio, antica e splendida località che ha dato il nome all'area montana lombarda della Valtellina, è uno degli elementi architettonici rinascimentali più prestigiosi dell'intero arco alpino lombardo. (3)


La carta affrescata di palazzo Besta di Teglio, costituisce dunque un unicum nell'ambito del panorama delle rarissime carte murali rinascimentali, e un Importantissimo elemento storico-geografico, da cui partire per affiancare Teglio, la Valtellina e la Lombardia a questo straordinario evento che rievocherà uno dei momenti più epocali della storia degli ultimi cinquecento anni della nostra civiltà.
Il battesimo di quella quarta parte del mondo che grazie ai dotti eruditi dei Vosgi, nel 1507 a Saint-Die, prenderà il nome di America.


Marco Pugacioff
va agli

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