Cerca nel blog

domenica 6 agosto 2017

Marten Toonder


Marten Toonder

 
Marten Toonder nacque il 2 maggio 1912 a Rotterman. All’età di 19 anni, accettò la proposta del padre – un capitano della marina mercantile olandese – di fare un lungo viaggio per mare a bordo della sua nave che batteva diversi porti sudamericani. E a Buenos Aires, Toonder conobbe Jim Davis, un animatore che lavorò con il noto artista argentino Dante Quinterno. Le creazioni di Quinterno lo colpirono in una misura tale che decise di diventare lui stesso un artista.


Doris en Daantje (Extra Magazine, 1935)

Dopo il suo ritorno a Rotterdam, entrò per un breve periodo a far parte della locale Accademia d’Arte e, dopo aver effettuato il servizio militare, iniziò la sua carriera nel ‘33 disegnando delle storie illustrate per dei quotidiani come il De Nederlander con 'Bram's Avonturen' (o 'De Lotgevallen van Bram Ibrahim') o 'Tobias' per l’Ideaal.


Japie Makreel (da Doe Mee)

Nell'ottobre del 1933 trovò lavoro presso l'Nederlandsche Rotogravure Maatschappij, una casa editrice di Leiden, come illustratore creando un gran numero di vignette satiriche, ed anche fumetti come 'Ukkie Wappie' (noto anche come 'Uk en Puk'), 'Fik en Fok', 'Dikkie en Dunnie' e 'Jim en Soe'. Realizzò anche storie a fumetti con Stanlio & Ollio.


Fik en Fok (ABC, 1933)

Creò anche le avventure dell'orso bianco Thijs IJs, scritte dal fratello Jan Gerhard Toonder (Rotterdam, 18 luglio 1914 - Amsterdam, 25 agosto 1992) e uscite dal marzo 1934 al ottobre 1938 sul quotidiano Nieuwsblad van het Noorden.


Uk en Puk (Unicum, 1935)

   Nel 1939 inizia in associazione con la Diana Edition di Amsterdam, la collaborazione con l'agenzia austriaca Fritz Gottesmann. All’inizio Toonder lavorava come aiutante anonimo di alcuni fumetti di artisti austriaci, con i quali l'agenzia aveva perso il contatto a causa dell'occupazione tedesca (tra questi 'The Boss' di William Timym e 'Hannibal' di Erwin Barta). Quando nel 1941 Gottesmann – essendo di origine ebraica – dovette nascondersi, Toonder dovette continuare l'azienda da solo. L'accordo tra i due era che Toonder avrebbe restituito l'azienda a Gottesmann subito dopo la guerra, ma questo purtroppo non avvenne perché Gottesmann venne scovato nel suo nascondiglio nell'agosto del 1944 e morì a Mauthausen nel febbraio del 1945. Anche se in gran parte dimenticato, questo agente di Vienna fu alla base della più importante compagnia dell'industria dei fumetti del dopoguerra olandese.
   Toonder co-fondò la Geesink-Toonder Produkties ad Amsterdam insieme a Joop Geesink, che amava animare dei burattini, producendo fumetti e film d'animazione per aziende come le Ferrovie Olandesi e la Philips. L'azienda iniziò a lavorare anche su un film con protagonista proprio il gattino 'Tom Poes', finanziato dalla società tedesca Degeto. Sebbene il film purtroppo non vide mai la fine, fu un'occasione per diversi artisti di sfuggire al lavoro forzato in Germania. La collaborazione con Geesink durò fino al 1943, quando Geesink si dedicò completamente all'animazione dei burattini [puppet animation].


De Koning van het Oerwoud (Bravo, 1940)

Pochi mesi dopo l'occupazione tedesca dei Paesi Bassi, Toonder disegnò due serie a fumetti per dei settimanali: "Jim en Soe" per Bravo e "Japie Makreel" per Doe Mee. Insieme a Anne Auke Tadema, Toonder riempì la maggior parte delle pagine a fumetti di Bravo nei primi anni '40. Tra le storie create per la rivista vi sono 'Dikkie en Dunnie' e 'De Koning van het Oerwoud'.



La mole di lavoro per Toonder divenne tale da dover chiamare in suo aiuto un giovane e promettente artista, Wim Lensen.

La prima striscia del gattino che recita:
«Tom Poes vive vicino a una grande foresta. Vi era entrato, perché lì ci si può veder di tutto; ad ogni albero non si sa cosa si vedrà subito dopo. Quella mattina si era alzato di buon’ora. Il sole brillava alto nel cielo e gli uccelli cinguettavano felici: "Davvero un bel giorno per andare all’avventura", pensò Tommasino. […]»

Circa un anno dopo, il 16 marzo 1941, il suo gattino "Tom Poes" od anche in inglese Tom Puss (schizzato già nel 1938), fece la sua prima apparizione nel più grande quotidiano dell'Olanda, il De Telegraaf, prendendo il posto – a causa della guerra – di Topolino.







La moglie di Toonder (il loro matrimonio fu nel ’35), Phiny Dick (Dik afine Kornelie 14 settembre 1912 - 7 agosto 1990, lei stessa autrice di vari libri per bambini) scrisse le didascalie delle prime sei pubblicazioni, ma poi lasciò a suo marito tutti i testi e le illustrazioni.


«Tom guardò attentamente dietro l'angolo e vide un gigante proveniente dalla grotta della montagna, con grandi passi e cantando molto duramente. Ma non era solo! Dietro a quel gigante venne ancora un altro gigante e poi un altro…»

   La prima avventura di Tom Puss, in cui i "cattivi" furono descritti come una banda di giganti, che in realtà erano dei ladri, divennero molto popolari tra i lettori, ma non riscontarono per niente le simpatie delle forze armate occupanti. Infatti solo dopo che le credenziali di Toonder vennero rigidamente controllate dai nazisti, gli fu permesso di poter realizzare nuove storie di Tom Poes, ma senza più alcuna allusione a particolare gentaglia in divisa.


Nella terza avventura di Tom Puss si aggiunse un nuovo personaggio: 'Mr. Oliver B. Bumble'  ("Olivier B. Bommel" in olandese), che doveva diventare la figura chiave delle seguenti 174 storie del gattino bianco.
L’enorme successo di questi personaggi generò una crescente richiesta di prodotti promozionali come cartoline, puzzle, giocattoli, calendari e altro ancora. Toonder dovette coinvolgere altri artisti e presto si trovò a dirigere uno studio.
Nel frattempo aveva sviluppato un forte interesse nella produzione di pellicole di cartoni animati. Le carriere e le creazioni di uomini come Pat Sullivan ('Felix the Cat'), Max Fleischer ('KoKo the Clown', 'Betty Boop', 'Popeye') e Walt Disney ('Mickey Mouse') lo affascinano e voleva rendere vivi i suoi personaggi con dei cartoni animati. Per tutto il 1942 mise all’opera il suo studio per creare cartoonfilms, ma dapprima venne tagliata l'elettricità, poi venne la scarsità di cibo e infine l’'inverno della fame' del 1944/45, così che tutta la produzione venne interrotta.
Non solo, poiché la gestione del De Telegraaf  fu presa da un membro della SS tedesca, Toonder decise di interrompere la pubblicazione del suo "Tom Poes". Si mise a usare la sua arte per falsificare documenti per la resistenza e per fornire illustrazioni per la pubblicazione underground, di cui era co-fondatore.
   Notevole è la notizia riportata da wikipedia[1] che Toonder ebbe dopo la guerra una condanna per collaborazionismo, da cui fu scagionato proprio per l’attività sopra riportata, ricevendo per questo nel ’82 un onorificenza reale.


Don Sombrero pubblicato anche in Argentina e Cecoslvacchia

Quando la guerra finì, anche se lentamente, i Toonder Studios tornarono a vivere di nuovo. La domanda nazionale e internazionale per i fumetti fu tale da far creare nuove serie.
 

Toonder creò 'Cappy' ('Kappie', un capitano della marina mercantile le cui avventure sono state realizzate dal 1945 al 1972) e 'Panda' (1946-1988), sua moglie ha scritto 'Olle Kapoen' (1945-1955) e ha fornito le sue illustrazioni per le prime 16 storie.


Primo episodio di Panda (da Utrecht Nieuwsblad, 23/12/1946)

Nel marzo 1947, "Tom Puss e Mr. Bumble" riapparve - non nel quotidiano De Telegraaf, ma in giornali come il Volkskrant e De Nationale Rotterdamse Courant (oggi il NRC Handelsblad). Ci furono pubblicazioni in giornali belgi, danesi, inglesi, finlandesi, francesi, tedeschi, indonesiani, svedesi e più tardi perfino nella Yugoslavia. Ma per l’Italia non c’è ombra di pubblicazione.


Tom Poes pubblicato in ceco nel 1941


Tom Pous pubblicato sulla rivista Pingvin in serbo-croato, negli anni ‘80


 
Tom è molto amato in alcune regioni francesi (a seguito di diverse pubblicazioni su quotidiani locali), e venerato dai collezionisti dei fumetti popolari editi dalla Artima negli anni ’50 (sopra la prima storia del fascicolo Tom Pouce n. 5 del marzo ’59, che presentava anche altri personaggi di altri autori), la Pressibus ha pubblicato delle avventure in lingua francese.
    Originariamente il gattino Tom Puss era rivolto a dei giovani lettori, ma come capì Toonder, anche le generazioni più vecchie godevano nel leggere le sue storie. Così i testi maturarono e le illustrazioni furono arricchite di maggiori particolari. Come sottolinea l’autore della scheda su Lambiek: «Senza perdere il loro fascino, i personaggi diventano sempre più archetipi, le avventure si concentrano sempre più sugli elementi della fantascienza, sui temi sociologici, filosofici ed ecologici senza mai diventare troppo realistici. L'autore evidenziava gli attriti che vi erano tra l'individuo e le masse, tra la natura e la tecnologia e, infine, tra il bene e il male. »


Prima apparizione di Koning Hollewijn nel 1954


Re Hollewijn con la figlia Wiebeline Wip

All'inizio del 1954 Toonder progettò una nuova serie: "Koning Hollewijn" che apparve nel rinato De Telegraaf fino al giugno 1971 e che uscì anche in Danimarca, Svezia e Francia. I suoi disegni semi-realistici a pennino differivano notevolmente dagli altri lavori e ricordavano i disegni politici che aveva prodotto durante e subito dopo la guerra.
   Fino al 1965, Toonder ha discusso le trame fondamentali dei suoi lavori con i suoi sceneggiatori (come il prolifico Lo Hartog van Banda). Artisti come Carol Voges, Ben van Voorn, Ben van 't Klooster, Dick Matena, Terry Willers, Fred Julsing e Piet Wijn fornivano perfino dei disegni a matita, alcune volte parzialmente inchiostrati secondo i suoi scenari, ma il risultato finale era di Toonder. Nel corso di quell’anno Toonder lasciò la proprietà e la gestione degli studi di Toonder ad altri e emigrò in Irlanda, consentendosi di concentrarsi completamente sulla saga di Tom Puss e Mr. Bumble.
Da allora le storie sono state i prodotti della sua immaginazione personale dai testi fino all’inchiostrazione.


Questa vignetta esprime tutta l’arte di Marten Toonder, con un’atmosfera
totalmente fiabesca. Il gattino Tom Poes è talmente aggraziato da ispirare una gran tenerezza.

Oltre a 'Tom Poes', Toonder ha iniziato la serie 'De Goeroe' ["Gears of War"] per il De Telegraaf negli anni '70, insieme al figlio Eiso (1936-2014) e all'irlandese Peter Hoye, usando la firma congiunta di Peter Abel.
Nel 1985, all'età di 72 anni, Toonder decise di aver raccontato tutto quello che doveva raccontare, e il 20 gennaio 1986 fu pubblicata l'ultima parte della sua ultima storia (appositamente intitolata "Mr. Bumble and the End of Endlessness"). Si noti che il quotidiano leader della Svezia, il Dagens Nyheter, iniziò la pubblicazione delle avventure di Tom Poes nel febbraio 1946 e cinquant'anni dopo il giornale stava ancora stampando la serie.
Negli anni ‘80 dello studio Toonder sono usciti 32 albi a fumetti e a colori con nuove avventure di Tom Poes.


Tom Poes en de Ijzige Heinen, è il n. 19 del 1981

   Sempre su Wikipedia trovo scritta la notizia che per l’uso inventivo e innovativo del linguaggio, delle espressioni dei suoi racconti sono diventati parte della lingua olandese; non solo Toonder era un ufficiale dell'Ordine al Merito ("Pro Merito Melitense") del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta.


Il grande vecchio maestro dei fumetti olandesi viveva nella casa di riposo per artisti, la Rosa Spier House a Laren, nei Paesi Bassi, sopravissuto alla compagna e al fratello. Morì nel sonno alle prime ore del 27 luglio 2005. 


L’ultima striscia di Tommasino (come amo chiamarlo), che corre all’avventura dando la schiena ai suoi lettori. È un vero e proprio addio.

Il film



   Nel 1983 fu realizzato un film di 82 minuti tratto da una delle storie di Tom & il signor Bommel del ‘57. Il titolo è Als je begrijpt wat ik bedoel letteralmente Se sai quello che voglio dire.
Un violento temporale scuote la notte di un venerdì 13, e Tommasino e il fedele servitore Joost trovano un uovo di drago nel giardino del castello che poi si schiude proprio davanti al signor Bommel. Dall'uovo esce un draghetto completamente innocuo e docile. L'animale vede il signor Bommel come suo padre, perché è stata la prima persona che vede dopo essere stato covato. Così il signor Bommel, come già aveva fatto con Tom, si deve prendere cura di questo piccolo drago e lo chiama Zwelgje.
Ma Zwelgje ha un piccolo difetto: ha un debole per le cose luccicanti come le monete. Questo ovviamente porterà a un po’ di problemini.
La pellicola è sta doppiata in olandese, naturalmente, ma anche in inglese e le due versioni si trovano in youtube.
Marco Pugacioff
per le immagini © eredi Toonder
Fonti:





[1] https://nl.wikipedia.org/wiki/Marten_Toonder

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
se vuoi puoi andare alla sezione

Nessun commento:

Posta un commento