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lunedì 6 febbraio 2017

Caccia al ladro d'autore (Il Capitano Maffei)


CACCIA AL LADRO D’AUTORE
I magnifici sette
episodi del
Capitano Maffei.


Gemma nei panni del Capitano Maffei

   “Caccia al ladro d’autore” è una serie di telefilm il cui episodio pilota fu presentato alla biennale di Venezia del ’83. Il tema di queste pellicole erano le inchieste di un investigatore italiano impegnato a impedire la piaga dei furti d’arte che affliggono la nostra Patria.
    Sembra che tutto nacque nel ’68, quando Alfredo Castelli, giornalista e scrittore, venne affidata la realizzazione di una sceneggiatura di un pilota televisivo da Bruno Paolinelli (che produsse il disegno animato “Putiferio va alla guerra”). 

 Moretti il primo a destra e a sinistra Ubaldo Lay

   L’attore che doveva impersonare il futuro Capitano Maffei era Sandro Moretti che all’epoca interpretava la spalla del famoso “Tenente Sheridan”. Castelli battezzò questo personaggio Franco Ferretti, facente parte di un corpo speciale collegato ai Beni Culturali; il che ci riporta alla mente il personaggio dell’archeologa Sandra (l’attrice Luciana Negrini, già vista sullo splendido “Il segno del Comando”) nello sceneggiato “Ritratto di donna velata”.


Il numero 4 di Mystère uscito nel ’82, dove Castelli ripropose l’episodio
scritto originariamente per la televisione italiana.

   Il soggetto era ambientato – come il succitato sceneggiato – in Toscana (la fonte di queste note è lo speciale Anaf su Martin Mystère & Allan Quatterman degli anni ’90) e aveva attinenza con gli antichi Etruschi, e lo scrittore lo riutilizzò per la sua creatura a fumetti Martin Mystère – di cui si proclama suo umile biografo – ma questa è un’altra storia. Negli anni ’80, l’idea di questa serie passò al geniale Duccio Tessari, uno dei padri degli spaghetti-Western, che chiamò Giuliano Gemma, lo stesso attore con cui girò la pellicola di TexWiller.
    Gemma si calò bene nei panni di questo ufficiale dei carabinieri. Il personaggio ha, in questa serie, un passato da campione di declamo ai Giochi Mediterranei, avendovi gareggiato come componente dell’Arma; con l’ufficio dalla cui finestra si vede la scenografica Piazza di S. Ignazio a Roma, sede del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico.


Plenizio

   Come superiore, Maffei ha il Colonnello Raimondi (l’attore Luciano Stella, anche lui con passato nei Western e polizieschi italiani) che non manca mai di affidargli le peggiori patate bollenti, e un giovane assistente, il Brigadiere Federico Plenizio  (l’attore Vanni Corbellini) a cui – nonostante lo tiranneggi un po’ – è molto legato. Prova ne sono le amichevoli schermaglie tra i due che sono di casa in ogni episodio.
   Ma la cosa più importante è la famiglia a cui è strettamente legato, non la “sua”, essendo scapolo, ma quella della sorella restauratrice d’arte sposata con un avvocato. La sorella e l’avvocato hanno una figlia (Fiorenza Tessari, figlia del regista e della moglie Lorella De  Luca), una graziosa nipotina che assilla lo zio con le barzellette sui carabinieri, oppure chiedendogli di usare la sua agile mente per risolvere i giochi della “Settimana Enigmistica”.


Maffei e la nipotina

   Questa famiglia è un rifugio sicuro a cui approdare ogni volta che riesce a sfuggire al Servizio (con la S maiuscola come la pronunciava Turri Ferro sui “Raccontidel Maresciallo”). Un Servizio pericoloso, come sottolinea il cognato che lo vorrebbe nel suo studio, in cui più volte – alla Tex – rischia la vita e che lo mette nei guai con la sua fidanzata Laura (l’attrice Assumpta Serna) giornalista, che nel primo episodio “Il ratto di Proserpina” non compare mai, ma se ne avverte la presenza, e che si vedrà solo nell’episodio del calice di Murano.

   Purtroppo la RAI decide di cambiare le carte in tavola (come è regola fissa in casa rai) e affidò la serie ad altri sceneggiatori che fecero sparire la famiglia, puntando solo sul fatto che il capitano Maffei, insieme al fido Plenizio, siano un asso nella manica per il Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, i quali si ritroveranno, coinvolti in un vero e proprio giro d’Italia. Infatti la serie si svolge in varie città d’arte d’Italia: Firenze, Pompei, Venezia… come a sottolineare che i furti d’arte non hanno sede, non per niente ci si vantava di avere ben il 70 per cento (in realtà il 40) del Patrimonio Artistico Mondiale.
    Oggi, comunque, dopo che la Rai ha voluto terminare la serie a soli sette episodi (Gemma disse “… per me se ne potrebbero fare CENTO…”) essa va ricordata come un piccolo gioiello in cui erano miscelati assieme avventura e divertimento con Storia dell’Arte, Cultura e Turismo.

ooooooo
I titoli

IL RATTO DI PROSERPINA
di Duccio Tessari


   il primo e il più bello. La famosa statua di Gian Lorenzo Bernini da lui realizzata nel 1622, viene rubata dalla Galleria Borghese. Maffei la ritrova in fondo al mare.



Maffei recupera la statua grazie all’elicottero dei carabinieri

LA FORESTA CHE VOLA
di Tonino Valerii
   Antiche donazioni di famiglie nobili veneziane ormai estinte – tra cui preziose ceramiche della settecentesca Rosalba Carrieri – vengono vendute all’estero grazie a un hostess inglese.

ADDIO RAFFAELLO
di Alberto Martino
   Un pazzo spara sulla tela che Raffaello Sanzio dipinse nel 1519, raffigurante il papa Leone X, in modo che sia trafugata dopo il restauro.
    In questo episodio è presente una bella restauratrice interpretata da Isabell Russinova, già principessa Tulac in Tex.



LA STATUA DI FIDIA
di Alberto Martino
   Dei tombaroli pompeiani ritrovano una statuetta della dea ATHENA realizzata dal celebre scultore greco Fidia (nato tra il 490 e il 485 a.c. e scomparso nel 430) e Maffei impedisce che un facoltoso italo-americano la espatri.
   Nell’episodio non è detto, ma probabilmente la statua – alta una trentina di centimetri – era una copia di quella gigantesca del Partenone, se non forse il suo modellino.

UN GALEONE PIENO DI SUONI
di Alberto Martino
   Durante un concerto all’Arena di Verona viene rubato un prezioso violino del ‘700, uno Stradivari.  
    In questo episodio, Maffei – nei pochi minuti in cui guida una Giulietta – gareggia in abilità col personaggio di  Marco Palma di POLIZIOTTO SPRINT, celebre film di Stelvio Massi con Maurizio Merli, e a cui le scene dell’inseguimento e della corsa su di una scalinata sono un piccolo omaggio.

IL CALICE DI MURANO
di Tonino Valerii
   Attraverso una cartina desunta da antichi archivi ecclesiastici si scopre che in un antico eremo senese (detto della Buona Morte), sotto una “crosta” del’400, si cela un’opera sconosciuta di Giotto.

 
Marco Pugacioff
va agli

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