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sabato 1 luglio 2017

I CONTROLLORI DEL CLIMA di Galileo Ferraresi



I CONTROLLORI DEL CLIMA

Himalaia. Era il 1985 e, scarponi ai piedi e zaino in spalla, camminavo sui sentieri dell’Himalaia, per scrivere una guida sul trekking in Nepal. Anche quel pomeriggio aveva cominciato a piovere ed io mi ero rifugiato sotto al portico di un gompa, una cappella affrescata e con arazzi nella quale si trovano le ruote di preghiera buddiste, quando un monaco mi chiese come facessimo noi occidentali a controllare le condizioni meteo. Pensai di non aver capito bene, mi feci ripetere la domanda poi, non avendo risposta, chiesi come facessero loro. “Beh, quando decidiamo di costruire un gompa chiamiamo un monaco controllore del tempo che comincia a suonare i suoi flauti e campane e allontana le nuvole. Suona per mesi finché non abbiamo finito la costruzione. Senza il controllore del tempo che tiene lontane le nuvole non potremmo mai costruire quassù: d’inverno ci sono tre, quattro metri di neve, in estate i monsoni portano le piogge. Impossibile costruire se non c’è sempre il sole”. Eravamo a 4.500 metri d’altezza, avevo appena superato un passo coperto dalla neve e le mie gambe portavano i segni delle sanguisughe che poco più a valle infestavano i sentieri pieni d’acqua; guardai il gompa: come avevano fatto a costruirlo in quel clima altalenante tra la neve e la pioggia? Che avesse ragione il monaco? Che esistessero veramente i controllori del tempo?  Alcuni mesi dopo a Dharmsala in India, dove si trova il governo tibetano in esilio, chiesi ai monaci informazioni sui controllori del tempo e questi mi risposero che una volta erano tanti ma che ormai erano pochissimi; l’ultimo aveva terminato gli studi otto anni prima e aveva dato dimostrazione del suo sapere facendo piovere in una parte della piazza mentre nell’altra c’era il sole. Tornai in Italia convinto che i tibetani sapessero una cosa che a noi occidentali era completamente sconosciuta, controllare il tempo meteorologico, ma non era così.

Nel 1977 le Nazioni Unite avevano stilato e approvato la Convenzione contro le Modifiche Ambientali e chiarito che: "La guerra ambientale è l'intenzionale modificazione di un sistema ecologico naturale come il clima, i fenomeni meteorologici, gli equilibri dell'atmosfera della ionosfera della magnetosfera le piattaforme tettoniche ecc., allo scopo di causare distruzioni fisiche, economiche, psicosociali nei riguardi di un determinato obiettivo geofisico ouna particolare popolazione". Non si fanno leggi per proibire l'impossibile, se l'ONU approva una convenzione che proibisce di modificare il clima e scatenare terremoti, è perchè qualcuno può farlo, ma chi? Perchè? Come? Che conseguenze può avere per noi?

Tsunami
La seconda guerra mondiale era appena terminata quando un professore australiano finanziato dalla Gran Bretagna e dagli Usa si installò nella baia di Aukland in Nuova Zelanda con un contratto con la locale Università. Lo scienziato si doveva occupare di come creare delle onde anomale. Iniziò con piccoli esperimenti che divennero sempre più grandi fino a provocare un piccolo tsunami nella città neozelandese. Il suo lavoro fu tanto interessante che poi sparì, sembra l’abbiano chiamato i militari americani per vedere quali fossero le possibili implicazioni di questa nuova arma non convenzionale. Ripeto, eravamo nel 1945, vuoi mai che in più di mezzo secolo nessuno abbia sviluppato e implementato quella ricerca?

Nucleare
Pochi anni dopo questi mini tsunami la terra cominciò a tremare per le bombe atomiche e all’idrogeno fatte esplodere da Usa, URSS, UK, Francia, Cina, India e Pakistan. I test furono più di mille. Isole intere del Pacifico, come Bikini e Moruroa, furono disintegrate per studiarne gli effetti e le ripercussioni nell’atmosfera e nel mare. Si fece esplodere una bomba anche nel bel mezzo di un uragano tropicale per, come direbbe Jannacci, “vedere di nascosto l’effetto che fa”. Si scoprì, ad esempio, che una carica fatta esplodere vicino ad una faglia geologica dava inizio a frane sotterranee e quindi a terremoti. Le morti causate da questi test nucleari furono catalogate come “effetti collaterali”, vittime del destino, o della scienza.
Gli Arabi

Nell'estate 2010 piovve initerrottamente per ben 52 giorni in una delle zone più aride del mondo: il sud est degli Emirati Arabi Uniti, a circa duecento chilometri dalla capitale Abu Dhabi. Il miracolo è dovuto a dei "lampioni" fissati a terra che caricano elettricamente l'aria e la polvere del deserto. L'aria calda del deserto trasporta nell'atmosfera le particelle caricate negativamente e quando l'umidità raggiunge la soglia del 30% le particelle favoriscono la condensazione dell'acqua e provocano quindi la pioggia. Il principio è uguale a quello della macchina della pioggia di Ighina. Ma a che cosa serve far piovere nel deserto? In questo momento a nulla perchè non esistono canali e bacini per conservarla, ma in un futuro prossimo è previsto di lanciare un'economia agricola in quest'area ora arida. Il paese è poi in continua espansione e gli abitanti hanno superato la soglia dei 5 milioni, quasi tutti concentrati lungo la costa, e quelle persona hanno bisogno d'acqua per se e per i giardini dei resort turistici. 
Il problema acqua è stato affrontato in chiave economica: un impianto di dissalazione costa un miliardo di euro per la costruzione e 52 milioni all'anno per il mantenimento. Un notevole risparmio. Se dal punto di vista ambientale il progetto non è conservato inquinante esiste però un altro tipo di rischio: l'alterazione dei venti e dei ritmi delle precipitazioni. Incentivare le piogge estive può alterare le brezze di terra e di mare e provocare burrasche più forti in inverno, e Abu Dabhi non può permettersi di mettere a rischio le sue isole artificiali piene di alberghi e ville con burrasche più forti del previsto.

       I russi e i cinesi

Pechino combatterà l’inquinamento atmosferico modificando il clima

Il primo maggio a Mosca è la giornata dell'orgoglio sovietico per il proprio esercito. Un evento simile non può certo essere disturbato dalla pioggia; immaginate migliaia di soldati in marcia zuppi come pulcini sotto la pioggia? Da decenni il sindaco della città russa, che si premura che tutto vada al meglio, si preoccupa anche di studiare le previsioni meteo e, nel caso esista il rischio di pioggia, fa in maniera che il fatto non si verifichi.
Un problema simile se lo sono posti i cinesi con le passate olimpiadi di Pechino, ed anche in quel caso non si è vista una nuvola neanche a cercarla col binocolo. Due anni dopo, nel settembre 2010, la capitale cinese fu sottoposta alla nevicata più precoce della sua storia meteo: due gradi sotto lo zero e nevicate tanto intese da interrompere il traffico aereo per due giorni. "Volevamo solo che piovesse ma abbiamo ecceduto un poco". Queste parole di scusa non sono state dette dai controllori del clima tibetani ma dal loro nuovo collega Guo Xueliang, un esperto della manipolazione climatica cinese che, invece dei flauti e delle campanelle, usa aerei caricati di aeresol. Come si sa Pechino e altre otto grandi città cinesi hanno raggiunto livelli preoccupanti di inquinamento atmosferico, sopratutto a causa delle polveri sottili. 
L'Amministrazione Meteorologica Cinese nel marzo 2014 ha dichiarato al Quotidiano del Popolo che la pioggia artificiale è un mezzo relativamente efficace per lavare l'aria inquinata e ridurre l'inquinamento atmosferico.
Non si può di certo pensare che questa degli aereosol sia una pratica occasionale usata solo da Russia e Cina, ma come funziona?
“Inseminare le nuvole” , come dicono gli scienziati, non è un compito facile. L’operazione consiste nell’iniettare particelle ionizzanti nell’atmosfera o sparandole con cannoni o spargendole con aerei (Aerosol). A seconda che l’effetto desiderato sia la precipitazione o la siccità si usano prodotti differenti come lo ioduro d’argento, l’ossido di titanio, microparticelle di alluminio o sali d’alluminio, sali di bario, polimeri, microrganismi. Tutte cose insomma che fanno bene alla salute.

Gli Usa

Dal 1999 l'Aeronautica Militare Usa sta finanziando un progetto chiamato Owoning the Weather, padroneggiare il clima. Il progetto si propone di raggiungere l'obbiettivo del controllo totale del clima mondiale nel 2025, se in questi anni non ci fossero stati risultati il governo Usa avrebbe già chiuso i rubinetti dei finaziamenti che invece sono ancora aperti. Non si può pensare che questi zelanti studiosi in divisa non abbiano mai sperimentato le loro teorie e non abbiano mai compiuto atti finalizzati a modificare il clima.



Radiofrequenze
Durante la seconda guerra mondiale moriva in circostanze non chiare nella sua stanza nell’Hotel Astoria di New York una della menti più geniali del secolo: Nikola Tesla. Nella sua vita aveva collezionato più di 700 brevetti tra i quali l’invenzione della corrente alternata che usiamo nelle nostre case, la costruzione della centrale elettrica delle cascate del Niagara e un apparecchio per comunicare a distanza senza fili. Tesla aveva ideato anche un sistema basato su onde elettromagnetiche per provocare a distanza terremoti e variazioni atmosferiche ma la cartella con questi appunti sparì dalla sua stanza alla sua morte. Secondo uno scienziato tecnico militare americano chiamato Bearden queste onde furono usate già negli anni ’70 sul territorio degli Usa per produrre fenomeni atmosferici.
Decenni dopo ritroviamo in Alaska un centro per lo studio atmosferico chiamato HAARP che, partendo dalle teorie di Tesla, utilizza onde a bassissima e ad altissima frequenza, in grado quindi di girare attorno a tutta la terra senza incontrare ostacoli e senza essere influenzate dalla curvatura terrestre. “Queste onde elettromagnetiche hanno la capacità di interferire e addirittura di provocare delle alterazioni meteorologiche focalizzate in determinati punti, che poi possono montare per conto proprio..." dice Fabio Mini, il Generale che comandò il contigente internazionale di pace in Kosovo e che fu Capo di Stato Maggiore della NATO in Sud Europa, uno che conosce tutti gli aspetti della guerra, che ha occupato posizioni militari tra le più potenti al mondo e se parla di guerra si suppone che sappia di cosa sta parlando. Dopo l'inizio delle attività di HAARP i russi denunciarono a livello internazionale che dietro alle siccità, alle aridità o agli eccessi di acqua o di pioggia di cui erano vittime agli inizi degli anni 2000 sia Russia che Cina c'era qualcuno che voleva creare problemi alla situazione economica dei paesi, e Russia e Cina sanno bene come si controlla il clima. Dal marzo 2014 la tanto discussa stazione HAARP in Alaska risulta ufficialmente chiusa, ma non è tutto finito.




Le Jet Stream

Le correnti a getto o jet streams sono flussi d’aria che si muovono con andamento ondulatorio ad altissima velocità (circa 20-30 metri al secondo) con direzione da ovest ad est, ad altitudini comprese tra 6 e 15 chilometri d’altezza. La jet streams subtropicale e quella polare influenzano il clima delle medie latitudini, e quindi anche del Mediterraneo, e variano di posizione e d’intensità a seconda della stagione, ovvero della temperatura dell’aria in quota. La conoscenza delle Jet Stream è importantissima nella meteorologia perché le correnti a getto incidono sui sistemi ciclonici nei livelli inferiori nell’atmosfera, sulla creazione delle supercelle, sulle tempeste, gli uragani e le alluvioni. Quando le correnti a getto restano ferme per settimane provocano siccità. Alcuni satelliti montano il Satellite Jet Stream Solar Power, un apparato che può concentrare energia a microonde in una corrente a getto e farle cambiare posizione e impedirle di restare stazionaria per troppo tempo. Il tutto ovviamente solo a fin di bene.

Italia
Partiamo da un dato oggettivo: se qualcuno modifica le correnti a getto polari o subpolari anche in Italia se ne sentono le conseguenze e quindi non siamo immuni dai controllori del clima stranieri. Resta da vedere se anche in Italia esistono attività di controllo climatico. Negli ultimi otto anni questa domanda è stata posta a più di un governo italiano da parlamentari sia del centro destra che del centro sinistra. Si chiedevano in particolare chiarimenti  su questi punti: anomala formazione di scie, non dovute ad effetti di condensazione, dietro ad aerei militari e conseguente formazione di nuvole in vicinanza degli aeroporti militari della Romagna; come documentato da servizi televisivi tedeschi queste nubi artificiali contengono tonnellate di elementi chimici, polveri finissime a base di polimeri e di metalli irrorati con la funzione di confondere i radar e consentire una manipolazione dei dati meteorologici; Il Cnr e alcuni ricercatori indipendenti hanno riscontrato su piante bagnate dalla pioggia conseguente a queste scie chimiche concentrazioni fuori dalla norma di quarzo, ossido di titanio, alluminio e sali di bario sicuramente dannosi per la salute (notare che la Romagna è una zona ad altissima produzione di ortaggi anche bio); richiesta di chiarimenti in merito al trattato sugli studi meteorologici sottoscritto tra Usa e Italia nel 2003 in seguito al quale sono triplicati i voli militari.
Nessun ministro della difesa ha mai risposto. Sbadataggine o dobbiamo temere le risposte peggiori?

In attesa di cortesi risposte visitiamo i siti del CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, e scopriamo che nel 2002, in seguito al riordino generale è nato l’ISAC, un ente con 130 ricercatori e tecnici tra le cui attività abbiamo:
studio dei vari processi fisici capaci di generare variazioni di notevole rilevanza sul bilancio di energia del sistema climatico terrestre, ed in particolare la forzatura radiativa da aerosol e nubi e della modellistica (fisica e chimica) degli aerosol e degli altri costituenti atmosferici reattivi sulle scale locali e regionali…. interazione aerosol/nubi…. fisica e chimica dell’aerosol in diverse regioni del globo ed effetti sul clima interazione fra onde elettromagnetiche ed idrometeore…. attività di studio del materiale biologico aerodisperso in atmosfera e negli ambienti confinati, immissione, trasporto e diffusione, interazione con altro materiale particolato.
Fra i compiti dell’istituto del CNR c’è dunque anche quello di studiare e sperimentare come modificare l’ambiente in cui viviamo.

A questo punto possiamo immaginare che in un futuro prossimo riceveremo un bollettino meteo di questo tipo: “A causa di un guasto meccanico all’aereo inseminatore la pioggia prevista per oggi pomeriggio non avrà luogo. Confermiamo di aver spostato la corrente a getto polare dunque da domani avrete vento da sud ovest forza 4. Il programma è stato offerto da Insalata al Bario, la meglio del mercato”

Se questa è la prospettiva in tempo di pace, dal 2007 il Generale Mini ci chiarisce cos'è diventata la guerra "... non ci sono più soltanto fucili o missili, adesso ci sono anche altri tipi di arma, l'ambiente, inteso come sistema ecologico nel quale noi viviamo, è diventato un attore principale della guerra." Già, e i controllori del tempo sono diventati i registri della nostra vita perchè chi controlla il clima controlla il mondo. 
(c) Settembre 2016 Galileo Ferraresi
Nota: Le citazioni del Gen. Mini sono tratte dalla rivista Limes 06/2007 e dall'intervista rilasciata a Linea Diretta, Radio Base in www.radiobase.net




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