Frate Paperone de' Paperoni
Quand'ero regazzino ebbi la fortuna di trovare il volumetto Vita e dollari di
Zio Paperone. Il volumetto in questione ha la mia stessa età ( oddio qualche
mesetto in meno ), e all'interno vi erano, in un folgorante Bianco & Nero,
stampate le storie tra le più belle di Paperone scritte e illustrate dal suo
papà, l'artista americano Carlo Barks, e tradotte e adattate dal "professor"
Guido Martina.
La primissima apparizione
dello zio Paperone ( Uncle Scrooge MacDuck ) in
Paperino e il natale sul monte Orso.
Ma la notizia a dir poco eccezionale era che un Paperone era già esistito in
Italia e che, manco a dirsi, si era distinto nella cronaca per una questione di
denaro. Andiamo ai fatti. Ecco come scrive nell'introduzione Mario Gentilini:
«Uncle Scrooge, ovvero Paperon de' Paperoni, appare per la prima volta
nel 1947, nella storia Christmas on Bear Mountain, pubblicato in Italia
con il titolo Il Natale di Paperino sul Monte Orso nel febbraio
1948. Questo debutto era limitato alle poche vignette che qui riproduciamo
estraendole dal contesto del racconto.
Probabilmente fu da Ebenez Scrooge, il personaggio chiave del Cantico di
Natale di Charles Dickens che il nostro papero ereditò il nome disneyano e
in parte anche il carattere; mentre la notizia più
curiosa, e vorrei dire inedita per quanto riguarda il nome italiano di Paperon
de' Paperoni, mi
è
stata inviata circa un anno fa da una mia piccola amica di Spoleto, assieme alle
copie fotografiche di due pagine di un'opera di G. Cappelletti: Le chiese di
Spoleto dalle loro origini ai giorni nostri, edita a Venezia nel 1844.
Riporto integralmente la notizia: Sotto il vescovo successore di lui (il
vescovo Rolando Taverna da Parma) frate Paperone de' Paperoni, domenicano
trasferito dalla cattedra di Foligno, il giorno 21 luglio dell'anno stesso
(1282), avvenne ferissima lite tra i francescani e i benedettini del castello
di Norcia...
Il nostro Paperone non discende da simili altezze: è solamente un semplice
papero piuttosto anziano, con ricche basette, occhiali leggermente poggiati sul
becco, con redingote, cilindro e bastone con pomo d'avorio.»
Bene, ma poteva almeno dire chi era 'sta regazzina ( ormai oggi sicuramente
donna fatta e madre ) il direttore. Vabbè, andiamo avanti. Mi sono divertito a
veder cosa si può trovare in rete di questa notizia. Ed ecco ciò che ho trovato:
in
http://www.e-theca.net/emiliopanella/convento/arezzo21.htm vi è la seguente
notizia: "1285-1290 governo della diocesi del primo arcivescovo domenicano, fr.
Paperon de Paperoni; si chiamava, per l'esattezza Paperonus de Paperonibus, di
famiglia senatoria romana (a lui si sarebbe ispirato Carl Barks, il disegnatore
disneyano noto come "l'uomo dei paperi", quando creò dalla sua matita lo zio di
Paperino, n.d.r.)." A cui seguiva subito sotto: "[Notarella di E.P all'amico
Longo: non fu Paperone a ispirare Carl Barks, il quale chiamò Uncle Scrooge
McDuck la propria creatura. Furono i traduttori italiani a denominarlo zio
Paperone dei Paperoni! A chi si ispirarono costoro?]"
Bella
domanda, ma non è finita qui. Apprendo dal sito:
http://www.smn.it/emiliopanella/convento/foligno.htm che: "Fra Paperone o
Paparone ( dei Paperoni? attestazione coeva? ) da Roma OP. Predicatore generale
1251 (MOPH XX, 12/8: «fr. Paparonum»); vescovo folignate (1265-85), poi
spoletano (1285-90), † 1290. MOPH XXII, 88. HC I, 256, 461. Cr Ov 37 (ed. 49)".
Quindi Paperone era romano.
E invece no! Perché in
http://vitaefratrum.blogspot.it/2010/03/un-domenicano-topolinia.html viene
scritto "Infatti, come tutti sanno, il vero Paperon de' Paperoni non era toscano
e nemmeno vescovo, ma piemontese e riposa in pace sotto il pavimento della
chiesa di San Domenico a Chieri. E chi non ci crede può andare a controllare di
persona." Chieri è una cittadina piemontese il cui nome (vedi:
http://it.wikipedia.org/wiki/Chieri) si dice derivi
da "una battuta fatta nel
1154 da
Federico I Barbarossa (trattasi assolutamente
di storiella simpatica quanto fantasiosa): dopo aver distrutto la città,
avrebbe detto, rivolto alle rovine: "E tu, chi eri ?", Il nome però sembra
derivare da Carrea Potentia." La
chiesa di San Domenico è a croce latina
con transetto poco pronunciato; tre navate affiancate da cappelle con quattro
campate per ogni navata. Sebbene la presenza dei Domenicani in Chieri risalga
almeno dal 1260-70, come si dedurrebbe dagli Statuti del 1313, la costruzione
della chiesa gotica iniziò solo verso il 1326, negli anni in cui si tenne a
Chieri, per la prima volta, il Capitolo Provinciale. Come leggo in
http://www.chieri.info/contents/chiesa-sandomenico-chieri.php
La chiesa di San Domenico a Chieri dove sarebbe sepolto frate Paperone e sotto
lo splendido affresco della Madonna del Latte
L'affresco
anticamente denominato "Santa Maria delle misericordie", su una colonna
(poi incorporata nel pilastro) è il suggestivo affresco trecentesco,
riportato nel 1980 al suo primitivo splendore. Qualche minuto
d'attenzione consente di cogliere la fascinosa compostezza e la mistica
ispirazione del frescante che, senza mai oltrepassare la misura, riesce
con tratto d'incomparabile sicurezza a creare una composizione di
armonia senese o fiamminga. Le tracce del fumo di candela, affiorate
sotto successivi intonaci, ora rimossi, attestano l'antichità del culto
a questa icona. Da:
http://www.lacabalesta.it/testi/arte/chierisandomenicosanleonardo.html
Altre notizie le trovo su:
http://www.tuttodisneyland.com/forum/index.php?topic=3816.0;wap2 «Sentiamo
cosa dice Lidia Cannatella, giornalista e mente storica del fumetto Disney, che
da anni cura e traduce proprio le storie di Zio Paperone.
"Non è possibile accostare a nomi teneri e accattivanti, come Topolino, Paperino e Minnie, un signore ... Avaro de Paperi"
Adesso salta fuori quell'arcivescovo di Spoleto che si chiama Paperone de Paperoni, e c'è chi non crede alla pura coincidenza.
"Purtroppo Gentilini e Martina sono scomparsi rispettivamente nel 1988 e nel 1991 e nelle loro memorie non si trovano riferimenti a questa storia"
"Però qui alla Disney un'idea ce la siamo fatta, pur non potendoci basare su fatti certi".
"Vede" continua la Cannatella "sia Gentilini che Martina, oltre che esperti di fumetti, erano squisiti uomini di lettere.
Guido Martina, in particolare, era professore di storia e filosofia al liceo, e aveva una cultura umanistica spropositata, che riuscì a trasporre anche nelle sue storie, celebri per esempio: l'inferno di Topolino, ispirato alla Divina Commedia di Dante, o Paperopoli liberata, ispirata alla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso.
Per questo supponiamo che lo sceneggiatore conoscesse il nome dell'arcivescovo e che davvero si sia ispirato a lui per Zio Paperone."
Tornando al nostro arcivescovo di Spoleto, pare che la sua famiglia avesse possedimenti a Sarteano, un paesino Toscano non lontano da Siena.
Abbiamo verificato: a Sarteano, in effetti al numero 61 di corso Garibaldi c'è un "Palazzo Paperoni", risalente al Sedicesimo secolo.
Nulla a che vedere con il celebre "deposito" in cui Zio Paperone custodisce le sue monete d'oro, ma alla pro loco del paese raccontano questa storia: "si dice che un'esponente della famiglia Paperoni andò a lavorare alla Disney, e che i creatori del celebre papero pensarono bene di dargli il suo nome. Magari non è andata così, ma a noi piace crederlo".»
"Non è possibile accostare a nomi teneri e accattivanti, come Topolino, Paperino e Minnie, un signore ... Avaro de Paperi"
Adesso salta fuori quell'arcivescovo di Spoleto che si chiama Paperone de Paperoni, e c'è chi non crede alla pura coincidenza.
"Purtroppo Gentilini e Martina sono scomparsi rispettivamente nel 1988 e nel 1991 e nelle loro memorie non si trovano riferimenti a questa storia"
"Però qui alla Disney un'idea ce la siamo fatta, pur non potendoci basare su fatti certi".
"Vede" continua la Cannatella "sia Gentilini che Martina, oltre che esperti di fumetti, erano squisiti uomini di lettere.
Guido Martina, in particolare, era professore di storia e filosofia al liceo, e aveva una cultura umanistica spropositata, che riuscì a trasporre anche nelle sue storie, celebri per esempio: l'inferno di Topolino, ispirato alla Divina Commedia di Dante, o Paperopoli liberata, ispirata alla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso.
Per questo supponiamo che lo sceneggiatore conoscesse il nome dell'arcivescovo e che davvero si sia ispirato a lui per Zio Paperone."
Tornando al nostro arcivescovo di Spoleto, pare che la sua famiglia avesse possedimenti a Sarteano, un paesino Toscano non lontano da Siena.
Abbiamo verificato: a Sarteano, in effetti al numero 61 di corso Garibaldi c'è un "Palazzo Paperoni", risalente al Sedicesimo secolo.
Nulla a che vedere con il celebre "deposito" in cui Zio Paperone custodisce le sue monete d'oro, ma alla pro loco del paese raccontano questa storia: "si dice che un'esponente della famiglia Paperoni andò a lavorare alla Disney, e che i creatori del celebre papero pensarono bene di dargli il suo nome. Magari non è andata così, ma a noi piace crederlo".»
Paparonus de
Paparonis anno 1285.
Ed
eccolo il paperone del XIII secolo, così come dovrebbe è stato affrescato
nel 1720 nel palazzo Arcivescovile di Spoleto.
Vogliamo allora fare una vista virtuale a Sarteano?
http://www.sarteanoviva.it/2012/02/un-miliardario-di-sarteano/ e cosa esce
fuori al n. 61 di corso Garibaldi?
Un portone di un magnifico Palazzo con
una strana insegna rappresentante due grosse papere.
Ed infatti il simpatico sito narra che
gli anziani del paese avrebbe
riferito di "un componente della famiglia, emigrato negli Stati uniti, abbia
lavorato per la Disney e che dal suo cognome abbia tratto ispirazione per
tradurre “Uncle Scrooge”, troppo difficile da pronunciare, in Paperon dei
Paperoni."
Bè, in pratica sarebbe proprio una storia adatta per i testi dello sceneggiatore
paperoniano Rodolfo Cimino, non credete?
Marco Pugacioff
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