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sabato 6 maggio 2017

Enrico Ceccarelli – il Mandrake italiano


Enrico Ceccarelli – il Mandrake italiano


   Grazie all’acquisto di vecchie annate del Giornale dei Misteri, sono venuto alla conoscenza di un stupefacente personaggio che, nel 1975, il ricercatore Dido Buldrini nel suo articolo Ipnosi: arte e scienza[1], ha chiamato per ben 4 volte Mandrake!
    Al contrario di un suo antenato definito nel 1922, un ciarlatano[2], il dottor Enrico Ceccarelli di Siena, definito anche «il più famoso ipnotizzatore del mondo» aveva nel ’75 cinquant’anni di attività in cui ha strabiliato ogni genere di pubblico sulle più famose ribalte teatrali, dal Giappone, al Canada, all’Australia, in quel campo chiamato Ipnotismo, o Ipnosi (dal greco “sonno”).
    E proprio un anno dopo del libro del dottor Corsini, citato alla nota due, Ceccarelli partecipò a (ritengo) una partita a carte con tre suoi amici, uno dei quali di nome Sorbelli, d’improvviso si addormentò, vinto da una strana stanchezza.
Impressionati da quello che tutto sembrava meno che uno scherzo, fu chiamato il medico Giovanni Soldatini. Il dottore appena arrivato, vista l’immobilità, quasi catalettica di Sorbelli, riverso sullo schienale della sedia, notò subito la rivoluzione dei globi oculari e diagnosticò lo “stato di sonno ipnotico”.
L’articolo 728 del Codice Penale, a meno che non si tratti di esperimenti scientifici o terapeutici, impone l’arresto da uno a sei mesi, o una ammenda relativa per chi pone un individuo in stato di narcosi o di ipnotismo che ne sopprima la coscienza e la volontà. E il dottor Soldatini con rabbia esclamò: - «Dov’è? Chi è l’ipnotizzatore?». Ma lo sguardo sincero dei tre amici fece capire al medico dell’azione incosciente di uno di loro. Perciò chiese ai tre ragazzi di schiaffeggiare bonariamente – uno per uno – Sorbelli. Al tocco palmare di Ceccarelli, Sorbelli si risvegliò. «Ecco l’ipnotizzatore!» esclamò il medico, tra l’imbarazzante stupore generale.
   Ci sono persone che hanno dei “doni”, che li rendono diversi dagli altri, come la civitanovese Pasqualina Pezzola, della cui particolare dote di poter vedere il male dentro gli altri, si serviva un chirurgo camerinese prima di operare. E Ceccarelli fu uno di questi e all’inizio non credeva a questa sua dote, al fatto che le sue mani e la sua persona emanavano un fluido particolare, il famoso e misterioso “magnetismo”. Eppure il suo fluido straordinario c’era e colpiva a scuola, in strada arrivando – purtroppo per lui – a colpire una vecchietta che ruzzolò fragorosamente sotto a un banco in stato ipnotico ed anche sclerotico. Risultato: questura! E stavolta si beccò solo una lavata di testa, niente arresto o multa, lavata passata anche in famiglia, perciò sotto con gli studi.


Uno dei primi albi di Mandrake in Italia

Laureatosi in Economia e commercio presso l’università di Firenze, frequentò anche un corso di Psicologia presso l’università di Roma e la sua fama esplose nel ’38, quando a Radio Lugano sperimentò l’ipnosi-collettiva e cinque radioascoltatori rimasero bloccati. Fu da lì che venne definito il «Mandrake italiano», visto lo straordinario successo in Italia del personaggio creato da Lee Falk e Phil Davis.
    Durante il passaggio del fronte a Siena, uno degli ufficiali del Commando Alleato affetto da una insopportabile nevrosi dentaria – sapendo della sua fama – ricorse con disperazione alla sua facoltà. Di fronte a una cerchia di militari curiosi, Ceccarelli sfiorò col palmo della mano la guancia indolenzita dell’ufficiale britannico e miracolosamente il soldato fu liberato dal suo disturbo. Il “mago” fu ingaggiato dal Comando come ipnoterapeuta. Per due anni e mezzo operò con la supervisione di medici inglesi, curando particolarmente i soldati affetti da nevrosi per cause di guerra, arrivando al recupero del 40 % dei malati con la ipnoanalisi.  


    Finita la guerra la sua fama era già all’apice, e i successi maggiori vennero sui palcoscenici del Giappone, dove incontrò anche il cantante Claudio Villa e poi alla televisione nipponica. Qui nel ’72, con un esperimento unico al mondo riuscì ad ipnotizzare soggetti nipponici tramite l’interprete, dimostrando che per l’ipnosi non esiste alcun ostacolo, nemmeno quello glottologico. 


Un’esibizione straordinaria di Mandrake, opera di Galep. 

     Non basta, ipnotizzò perfino una leonessa nel 1957 a Marsiglia durante lo spettacolo in un circo. E nel ’69 si recò in Indonesia invitato da una impresa locale per una serie di dimostrazioni pubbliche sull’ipnosi. Dapprima nell’università della capitale di fronte a studenti, professori ed a varie autorità. Qualche giorno dopo nel teatro Lokasari, dove alcuni stregoni di Balì (isola in cui si dice si pratica la magia nera) si introdussero all’ingresso per esibirsi contro di lui. Allora il Mandrake italiano rispose il 13 luglio alle 10 di sera, con un esperimento collettivo di ipnosi sulla città attraverso la televisione e centinaia di persona rimasero bloccate di fronte al video nelle loro case. Il giorno dopo il quotidiano di Giakarta, il “Djakarta Minggu” scriveva che Ceccarelli aveva battuto gli stregoni di Balì che dal giorno prima non si facevano più vedere[3]

Mandrake e Lotar di Fredericks
    Il Mandrake italiano ebbe anche Arturo Toscanini come direttore d’orchestra durante uno sei suoi spettacoli, ma sottolinea Buldrini ha come partner (non certo il gigantesco Lotar), la classica musica di Beethoven, Wagner e Schubert.
   Buldrini, nel terminare il suo articolo – scritto dopo aver incontrato Ceccarelli nella sua casa di Siena – scrisse A presto, Mandrake!
   Purtroppo il “mago”, ho scoperto tramite una pagina di Facebook[4], scomparve pochi anni dopo, nel 1980 a ottantuno anni.



[1] Vedi Il Giornale dei Misteri n. 48 del marzo 1975, alle pagine 43-46. 


[2] «Il fatto di aver esso profetizzato [Tommaso Giannolti o Gianmozzi da Ravenna, che assunse poi anche il cognome di Rangone,] ad ogni Papa una vita arcilunga richiama alla mente un altro medico della stessa epoca che da prima semplicemente ciarlatano finì per divenire addirittura falsario, e lasciò per questo la vita sul patibolo, Alfonso Ceccarelli. Fu uomo indubbiamente dotto che lasciò molte opere, delle quali alcune di argomento medico; ma come prestar fede ad esse? Tra l'altro sembra proprio che a lui si debbano quelle profezie che egli avrebbe attribuito a San Malachia e che ad ogni morte di pontefice tornano ancora fuori sui giornali politici [La nota recita:  Corsini A.: Le profezie di S. Malachia ed un medico falsario. («Illustrazione Medica Italiana», anno IV, n. 3, marzo 1922), un articolo che non sono riuscito a trovare Puga].»
Andrea Corsini, MEDICI CIARLATANI E CIARLATANI MEDICI, Bologna, Nicola Zanichelli Editore 1922, pag.77.

[3] Secondo l’articolo di Buldrini, la vicenda è narrata nella Cronaca di Siena del 17 luglio 1969.




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Marco Pugacioff
va agli

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