E l’Agnese fu mandata a
morire
Agnes Waterhouse, una
strega morta nel 1566
Fuggi
via, Tommasino, dalla pazzia degli uomini!
Tom Poes
di Marten Toonder, sembra voler sfuggire all’inquisizione.
Nei
primi numeri del mitico Giornale dei Misteri, condotto da Sergio Conti (1921-2001), e precisamente nel numero 71 comparve il disegno di
una strega della contea dell’Essex, in cui una pergamena fuoriusciva dalla
bocca a modo dei fumetti, ovvero le nuvolette di quei albi a fumetti che stanno
lentamente morendo.
Era a tutti gli effetti, un bel antenato di
un albo a fumetti popolare. Ma quanto fu stampato?
Grazie (sì, ebbene, vabbé…) alla rete, si
può cercare “di tutto un po’!”. Trovata l’immagine, trovato l’arcano. E nella famigerata wiki inglese, pure la
storia di questa strega…
Ma forse sulla biblioteca pubblica de gogole
avrei trovato qualcosa di più. E in effetti ho scovato i dati sul primitivo
libretto a tiratura popolare ristampato anche nell’800.
Si tratta de TRANSACTIONS OF THE
BIBLIOGRAPHICAL SOCIETY. NOVEMBER, 1896, TO JUNE, 1898. OF THE BIBLIOGRAPHICAL
SOCIETY. VOLUME IV.
NOVEMBER, 1896, TO
JUNE, 1898.
LONDON: PRINTED
FOR THE BIBLIOGRAPHICAL SOCIETY,
BY BLADES, EAST
& BLADES, JULY, 1898.
E alla pagina 82 (96 del pdf) trovai queste
note:
10. - PHILLIPS, JOHN, (?). Il
secondo esame e la confessione di madre Agnes Waterhouse e di sua figlia Jone. 1566.
COLLATION
[collazione]: A, otto fogli; 8
illustrazioni. Lettere nere, con
xilografie.
DESCRIZIONE: Titolo, vedi pagina 84 [l’immagine qui
sopra, Puga]. Colophon (fo. 8a), “Impresso
a Londra da Willyam Powell per Wyllyam Pickering residente alla curva di Sainte
Magnus e per essere lì venduto [mia interpretazione, Puga]. Anno 1566, il 13 agosto.”
COPIA: Lambeth Palace
Library.
OSSERVAZIONI:
Registrato “[22 luglio 1566-22 luglio 1567]; Ricevuto da Wylliam pekerynge per
la sua licenza per la stampa del secondo
esame e la conf[e]sione di Augnues Waterhouse e Jone sua figlia, &c.
iiijd.” (Arber I, 329.)
ωωω
Chi volesse approfondire si cerchi il libro
in rete, personalmente mi basta sapere che il disegno a fumetto è proprio del
XVI secolo.
E il testo? L’ho trovato in altro libro: MISCELLANIES
OF THE Philobiblon Society. VOL. VIII. LONDON : PRINTED BY WHITTINGHAM AND
WILKINS. 1863-4.
da pagina 339 a pagina
369 del pdf, e dove vi sono altre informazioni di H. Beigel, Londra Woburn
Place novembre 1864…
«[l’opuscolo] Si trova
in un volume che contiene diversi opuscoli del XV secolo. Il
formato è in dodicesimo, rilegato in pelle marrone; su
ogni copertina sono stampate in oro [ragazzi, che sciccheria…] le due lettere
R. B., che sono le iniziali di Richard Bancroft, arcivescovo di Canterbury,
morto nel 1610 e fondatore della biblioteca.
Il nostro opuscolo contiene
ventidue fogli, senza numerazione. I
caratteri sono in inglese antico e, oltre a tre disegni ornamentali alla fine
di ogni divisione, sono stampate le seguenti xilografie:
I. (Sul frontespizio)
Il Signore che lava i piedi dei suoi discepoli.
2. Madre Waterhouſe,
da bambina, e sua nonna, che la istruisce nella stregoneria.
3. Il gatto di Madre
Waterhouſe, chiamato da lei "Satana".
4. La rana in cui il
gatto è stato trasformato da Madre Waterhouſe.
5. L’immagine di Jone,
figlia di Madre Waterhouſe.
6. Il gatto
"Sathan nella somiglianza del grande cane".
7. Un’altra
somiglianza di "Sathan come cane con la faccia di una scimmia, come
descritto da Agnes Brown (vedi immagine più sopra).
8. La famosa
xilografia.
9. La somiglianza di
Madre Waterhouse.»
Ma purtroppo non vi è alcun disegno. Il
frontespizio viene dal libro di cui parlavo più sopra.
Questa dovrebbe essere «la famosa
xilografia», però vedendo il testo l’ho trovato a pag. 381 del pdf.
La confessione inizia recitando
(così come interpreto la traduzione in rete):
«La
prima cosa che imparò fu quest’arte della stregoneria all'età di XII anni da
sua nonna, la cui madre era Eve di Hatfyelde Peverell, defunta. Quando
gliela insegnò, le consigliò di rinunciare a DIO e alla sua parola e di donare
il suo sangue a Satana (come lei lo chiamava)
che gli consegnò somigliante a un gatto bianco maculato, e
le insegnò a nutrire il detto gatto con pane e latte, e lei lo fece, ma le
insegnò a chiamarlo con il nome di Satana e a tenerlo in un cestino.»
Illustrazione di una strega e del suo
gatto. Illustrazione interna dalla rivista pulp Weird Tales (settembre 1941,
vol. 36, n. 1).
Dal sito https://www.ancient-origins.net/history-famous-people/agnes-waterhouse-first-woman-executed-witchcraft-england-005747
in ogni modo la traduzione del testo sarebbe
per me troppo pesante; pur essendo la lingua del mitico Robin Hood, poco mi
piace. Ho così scovato un riassunto in un libro yankee, A BIBLIOGRAPHICAL AND
CRITICAL ACCOUNT OF THE Karest Books in the English Language, ALPHABETICALLY
ARRANGED. ACCOUNT OF THE RAREST BOOKS IN THE ENGLISH LANGUAGE ALPHABETICALLY ARRANGED WHICH DURING THE LAST
FIFTY YEARS HAVE COME UNDER THE
OBSERVATION OF J. PAYNE COLLIER F.S.A.
IN FOUR VOLUMES
VOL. III NEW YORK DAVID G. FRANCIS 506 BROADWAY CHARLES SCRIBNER & CO. 124
GRAND ST. 1866
Alle pp. 190 – 193…
«La prima donna
esaminata al processo davanti al dottor Cole e al maestro Foscue (Fortescue) fu
Elizabeth Frauncis, che confessò di aver imparato la stregoneria da sua nonna,
che le aveva procurato un gatto maculato bianco, che chiamarono
"Sathan". Grazie a Sathan si
procurò anche un marito, che in seguito rese zoppo; e
infine diede il suo gatto a Madre Waterhouse, che fu così in grado di uccidere
un vicino con un flusso di sangue. Madre
Waterhouse alla fine trasformò il gatto in un rospo, di cui fu fatta una
xilografia, così come del gatto stesso.
Joan Waterhouse,
figlia di Madre Waterhouse, fu la terza "donna" processata: aveva
diciotto anni e aveva dato corpo e anima a un grosso cane, fornito di corna, debitamente
rappresentato in un’altra xilografia. Ci
sono altri due resoconti, datati rispettivamente 13 e 23 agosto, dai quali
risulta che Madre Waterhouse, il cui nome era Agnes, era stata interrogata di
fronte al giudice Southcote e al Maestro Gerard, Procuratore generale della
Regina, il 27 luglio 1566, e che fu successivamente giustiziata sul rogo. Tra
le altre domande che le vennero poste, ce n’era una riguardante il Padre
Nostro; e lei disse loro che
"Satana non le avrebbe mai permesso di recitarlo in inglese, ma sempre in
latino". Non viene menzionato
cosa sia successo alle altre due, che erano state istruite da Dama Waterhouse.»
La wiki scrive «Elizabeth Francis è
stata la prima ad essere accusata, ed è quella che ha accusato Agnes
Waterhouse. Le fu data una condanna più leggera, ma fu impiccata dopo una
seconda condanna tredici anni dopo. Un opuscolo successivo da un processo del
1579 mostra che Elizabeth Francis e Agnes Waterhouse erano sorelle.»
e ancora «Il 29 luglio 1566 -
due giorni dopo la fine del processo - Agnes Waterhouse fu giustiziata.»
Insomma, credo (sarebbe difficile poter dire
il contrario) che la confessione fu estorta sotto tortura durante l’esame… e nessuno
di noi potrebbe resistervi.
Forse (ovvio sottolineo
il forse) Agnes era una guaritrice che aveva per compagnia un bel gattino
bianco, così come personalmente ho una gattina per mia compagnia; inoltre conoscere
le erbe per curare la gente non comporta grandi conoscenze mediche e ad una
bella calamità non si può non accusare una erborista, che forse da giovane era
parecchio attraente.
Perciò (per
similitudine a una pellicola sulla resistenza) Agnese fu mandata a morire.
Vedi anche: https://en.wikipedia.org/wiki/Agnes_Waterhouse
Del
resto ritengo che l’unica vera strega sia un personaggio chiamato Elvira (nulla
a che fare con il personaggio del cinema yankee), una certa odierna politica
dai denti a caimano e che avrebbe una sorella chiamata Eva Benita (voce di
popolo…)
Non solo Erik, fratellino minore di Cucciolo e Beppe, mi ha fatto sapere che l’ultima esecuzione
di streghe avvenne in Svizzera negli anni venti del nostro 900… Brrr! Letteralmente
spaventoso…
ωωω
Il villaggio dove visse Agnes è Hatfield Peverel nella contea dell’Essex. (https://en.wikipedia.org/wiki/Hatfield_Peverel)
Dice la wiki che «Hatfield
significa "spazio ricoperto di erica nella foresta"; Peverel
si riferisce a William Peverel, il cavaliere normanno a cui Guglielmo il
Conquistatore concesse delle terre nella zona dopo l’invasione normanna del
1066.»
Siamo
proprio vicini all’epoca di Roberto dei Boschi…
Viriamo da questa tematica. Sempre dalla
wiki vengo a sapere che «Uno schizzo di "Madre Waterhouse" è
in un chapbook
che descrive il processo custodito nella Biblioteca del Palazzo Lambeth.»
Il Lambeth Palace è la residenza
ufficiale dell’arcivescovo di
Canterbury. Si trova a Londra, sulla riva sud del Tamigi, a
circa 400 metri a sud-est del Palazzo di Westminster.
Vicino a Westminster, la tenuta fu acquistata
per la prima volta dall’arcidiocesi per l’arcivescovato intorno al 1200.
La biblioteca è stata fondata come biblioteca
pubblica dall’arcivescovo Richard Bancroft nel 1610 e si vanta che sia "la
più grande collezione religiosa al di fuori del Vaticano".
Solo che come mi ha scritto Leo, questa
biblioteca è di «400 metri, un niente. L’archivio segreto vaticano, che arriva
al 1896, ha 15 km di scaffali. Poi inizia l’archivio Propaganda fide che ha già
una decina di chilometri...».
I piccoli libri dei
racconti
Il libro tascabile Jack the Giant
Killer (l’assassino gigante)
Ma
la nota più interessante da questa triste vicenda sono i chapbook che il traduttore in rete dà come libro di racconti (se non degli albi a fumetti,
degli albi illustrati a loro affini). Sempre la wiki scrive «Un chapbook è un
piccolo opuscolo stampato che era un mezzo popolare per la letteratura di
strada in tutta l’Europa moderna. I chapbook erano solitamente prodotti a basso
costo, illustrati con rozze xilografie e stampati su un singolo foglio piegato
in 8, 12, 16 o 24 pagine, a volte rilegati con una cucitura a sella (un punto
di filo o una graffetta metallica passata attraverso la piega di una rivista o
di un opuscolo).»
Xilografia di un cerchio fatato da un
libro di racconti del XVII secolo
Questi opuscoli creati durante il XVI secolo
erano venduti porta a porta oppure durante le fiere. Gli argomenti variavano
dagli almanacchi, alla letteratura per l’infanzia, sul folklore, alle ballate fino
anche a poesie e trattati politici o religiosi. Il termine deriverebbe da
Chapman, parola usata per indicare il venditore ambulante
che vendeva tali libri.
Questi opuscoli furono un mezzo importante per
la diffusione della cultura popolare alla gente comune, specialmente nelle aree
rurali. Servivano come da intrattenimento e informazione.
In un’epoca in cui la carta era costosa, i
chapbook venivano talvolta utilizzati per l’involucro, la cottura o (pensa te!)
come carta igienica. Molti dei libretti sopravvissuti provengono da collezioni
private.
Da: https://en.wikipedia.org/wiki/Chapbook
versione in italiano: https://it.wikipedia.org/wiki/Chapbook
Una vera storia di
Robin Hood,
un libro di racconti
Stampato e venduto ad
Aldermary Church Yard
Londra
Mentre le poesie e le ballate su Robin Hood
sono più abbondanti che su qualsiasi altro eroe inglese, i Chap-book sono
relativamente scarsi, probabilmente a causa dell’impossibilità di condensare le
sue numerose avventure e gesta nelle convenzionali ventiquattro pagine. Ci sono
diverse edizioni stampate a Londra, tutte con incisioni simili, di cui,
tuttavia, solo tre o quattro appartengono propriamente all’opera, che sono
riprodotte di seguito, la prima delle quali è Robin Hood e l’abate di St. Mary.
“Legò l’abate a un albero,
E non lo lasciava passare
Prima di lui e dei suoi uomini,
Sua Signoria aveva detto messa."
Il successivo è l’attacco di Robin al vescovo
di Ely.
“Lui cavalcava verso il Nord,
Con il suo suddetto corteo
Robin e i suoi uomini uscirono,
Tutti per intrattenere.
E con la coraggiosa ala d’oca grigia,
Mostrarono loro un tale gioco,
Che faceva scalciare e slanciare i loro
cavalli,
E i loro cavalieri giacevano a terra.
Il vescovo era molto contento,
Per tutti i suoi mille uomini,
Per cercare i mezzi che poteva usare per
passare
Fuori dalla portata di Robin.
Duecento dei suoi uomini furono uccisi,
E ottanta cavalli buoni,
Trenta che si arresero divennero prigionieri,
Furono portati al Bosco Verde—
Che poi furono riscattati
Per venti marchi a persona,
Gli altri diedero di speroni ai cavalli e
fuggirono
Alla città di Warrington."
E c’è la rappresentazione del monaco traditore
che lo dissangua.
“Questa triste perplessità causò
Una febbre come dicono alcuni,
Che lo trascina nella confusione,
Anche se per una via sconosciuta.
Questo pericolo mortale da prevenire,
Lo colpì con tutta la velocità
In un convento andò con l’intento
Per amore della salute, di sanguinare.
Un frate infedele si finse
affettuoso, per farlo sanguinare,
Ma egli con la menzogna conseguì la fine
Del famoso Robin Hood."
Da
https://pb.openlcc.net/childrensliteratureatradition/chapter/a-true-tale-of-robin-hood-a-chapbook/
Marco
Pugacioff
[Disegnatore
di fumetti dilettante
e
Ricercatore storico dilettante,
Macerata
Granne
(da Apollo
Granno)
S.P.Q.M.
(Sempre
Preti Qua Magneranno)
18/10/’24
articoli
Fumetti