Cronaca dell’Insolito
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L’altro giorno sono uscito sotto casa per salutare un mio amico
vaccinato. Non potevo far altrimenti: aveva perso la madre. Ma poi sono andato
in una libreria a Tolentino e il libraio non è vaccinato come me.
Inutile dire, davvero inutile, che
sento una forte cospirazione contro i non vaccinati, in coloro che per usar le
parole di Jena Plissken non vogliono quella m… nelle vene. Oggi nei quotidiani era
scritto che tutti professori devono essere vaccinati e altre porcherie. È lo stesso clima del
ventennio, quando i socialisti e i comunisti non potevano riunirsi davanti a un
piatto di pasta perché arrivavano i carabinieri per accusarli di festeggiare il
primo maggio o di organizzare una riunione clandestina.
E dire che
«Il divieto di
"vaccinazione obbligatoria" è stato adottato dalla Corte Europea!
La Corte Europea si è
finalmente pronunciata sul divieto di vaccinazione obbligatoria. Il
collegamento in francese è alla fine con gli articoli di diritto della Corte
europea.
Qualsiasi vaccinazione
obbligatoria è ora illegale per impostazione predefinita
Il Consiglio d'Europa (da
non confondere con l'UE), a cui appartengono tutti gli Stati europei tranne
Bielorussia, Kosovo e il Vaticano che è il padrino della Corte europea dei
diritti dell’uomo,
ha
deciso
il
27.01.2021
nella
sua risoluzione 2361/2021,
tra gli altri, che
nessuno può essere vaccinato contro la propria volontà, sotto pressione.
I 47 Stati membri sono
invitati a segnalare prima della vaccinazione che la vaccinazione non è
obbligatoria e che le persone non vaccinate non dovrebbero essere
discriminate.»
I politici italiani se
ne fregano, la gente se frega con la scusa
della salute, della vita! … e delle vacanze.
Anche nella tragedia gli italiani si
riconoscono fin troppo bene…
Meglio la mia gattina
Luna. Povero piccolo amore, lei sì che è un vaccino.
Vila
o le fate della Serbia
Splendida illustrazione
da facebook
La
vila [Вила] – non villa o
casa di campagna in italiano e ville
in francese città – è il nome della fata in serbo.
Nella
mitologia slava meridionale la vila è un essere sopranaturale femminile che ama
le persone. È idealizzata come una fanciulla assai assai attraente con capelli
e le ali dorate, vestita con abiti lunghi e armata di frecce. Si crede che la
fonte del suo potere sia nei suoi capelli; perennemente giovane, vive lontano
dagli umani (e fa mooolto bene) in genere in collina o in montagna vicino
all’acqua oppure fra le nuvole.
Si crede che nasca dalla rugiada di un fiore
quando piove, oppure quando nel cielo appare un arcobaleno. I suoi castelli
dove abita sono di una eccezionale bellezza e splendore, e sono costruiti sulle
nuvole.
Può trasformarsi in cigno, falco o qualsiasi
altro animale. Spesso si vede in sella a un cavallo o a un cervo, per andare a
caccia.
La vila è affascinata dagli eroi, che aiuta con i
suoi consigli, e talvolta ne diventa la loro sorella come nel caso di Marko Kraljevic e della vila Raviojla.

Miloš, Marko i vila di Paja Jovanović (1859–1957).
È a favore delle ragazze, che possono ottenere
da lei, bellezza e protezione. Una Vila è particolarmente abile nel guarire le
ferite subite in battaglia, grazie alla sua conoscenza delle erbe.
Ha anche il potere
della divinazione. Una Vila non perdonare gli insulti ricevuti e uccide chi le fa del
male con le sue frecce o con uno sguardo... ma anche quando è applicata al male è ancora
attraente e seducente.
Si raccoglie con altre sue simili sulle
sorgenti dei fiumi e dei laghi, infatti è molto affine ad una sirena, che
incanta con i suoi canti.
Si dice in
alcune regioni
che le vile siano le anime sfortunate di ragazze morte annegate o bambine morte
non battezzate.
Mentre nel nord russo sono
particolarmente brutte e che siano pronte a trascinare sott’acqua
chiunque si avvicina loro.
Esse sono particolarmente pericolose nella
settimana Rusalka [rusalki] (la Domenica
che segue la Trinità), quando vengono fuori dall’acqua che scende nei campi, per
arrampicarsi sugli alberi e giocare nei prati.
Nella
toponomastica di Serbia e Montenegro ci sono molti luoghi con il nome dedicate
alle fate. come Vilin izvor sul monte Komu, oppure...
Viline
Vode (Acque della fata) è un quartiere industriale di Belgrado, (meta obbligata
dei bombardamenti nazisti degli anni ’40 e ’90 del novecento).
L'insediamento
prende il nome da numerose sorgenti termali situate sulle rive del Danubio.
Vale a dire, a causa delle acque sotterranee, che sono apparse improvvisamente
durante l’alto livello dell'acqua, fu stata creata una leggenda secondo cui le
fate vivono in quelle acque sotterranee, punendo coloro che le disturbano.
Grazie a questa leggenda, l’intera area prese il nome di Acque della fata o delle fate.
https://sr.m.wikipedia.org/wiki/Вилине_воде
La vila solitamente non esce dal territorio
in cui vive.
Si crede che la sua
vita eterna derivi dai semi dell’aglio [caspita!]. Sembra un essere fragile, ma
è pronta a difendere la sua residenza.
La vila e le sue
compagne si riuniscono in luoghi speciali vietati alle persone. Nessuno è
autorizzato ad avvicinarsi ai luoghi dove le fate cantano e suonano (è il classico
cerchio delle fate); Scott ne ha parlato nelle sue Lettere sulla Negromanzia, gli Spiriti Elementari e le fate, come
di «campicello del galantuomo» [Gudeman’s
croft, ma li attribuisce a qualche
essere maligno non identificato. V. Lettera III, pag, 118, edizione del 1839].
La natura
demoniaca della fata si rivela in alcuni dettagli disumani. A volte si dice che
le fate tolgano i bambini alle persone. Il lato malvagio è mostrato in numerose
storie e canzoni in cui tutto ciò che le persone hanno costruito fino a quel
momento, non venga demolito, e che sia ricostruito con un sacrificio umano nelle
fondamenta. La canzone più famosa della poesia popolare epica serba con questo motivo è Zidanje Skadra.
Nella poesia originale da cui è venuta la
canzone, si descrive come tre fratelli Mrnjavčević (Vukašin, Uglješa e Gojko)
costruirono la città di Scutari sul fiume Bojana. Gojko è costretto a murare
viva la sua giovane moglie nelle mura della fortezza come vittima voluta da
una fata. Secondo il ricercatore Vuk Stefanović Karadžić, a quel tempo si
credeva che fosse impossibile costruire un grande edificio senza sacrifici
umani. Vuk afferma che le persone evitavano i cantieri perché temevano che la
loro ombra potesse essere murata e che sarebbero poi morte senza di essa.
https://sr.m.wikipedia.org/wiki/Зидање_Скадра
Le fate
obbediscono solo a chi riesce a rubargli i vestiti mentre fa il bagno o gioca.
Se viene tolto il velo che copre i capelli e le ali, perdono immediatamente
ogni potere. La debolezza delle fate si riflette nella tendenza ad innamorarsi
dei mortali.

György Vastagh,
1898. Donna con ombrello, olio su tela
Non centra molto,
ma c’è lo metto lo stesso.
Ci sono diversi
tipologie di fate, sia in Slovenia, sia nella Macedonia settentrionale che
nella Bulgaria. In Serbia dove la tradizione è molto svillupata si dice che chi
beve l’acqua della loro sorgente diventa forte come questi esseri fatati.
Quando una vila ha
dei figli, questi sono alati e hanno i capelli bianchi e gli occhi di fuoco (mi
ricordano gli essseri di La Roya in spagna).
Le Samovilu [Самовилу] della Bulgaria appaiono
a cavallo di cervi e con in mano un serpente velenoso da
usare come una frusta. Hanno anche il potere di pietrificare, ma pure quella di
liberare da questa pietrificazione con un loro bacio.
Questo tipo di fate,
la cui specialità è la pietrificazione, vengono indicate come Madre della
montagna [Планинска мајка].
Ci sono poi le fate
prepotenti [Виле биљарице] che hanno un grande
conoscenza di piante ed erbe e a cui piacciono molto intervenire nelle faccende delle
fanciulle umane. Sono molto legate ai loro luogo di nascita e in genere non è
consentito a queste fate interferire negli affari dei mortali, se non in
occasioni eccezionali.
Infine vi è la
Madre della foresta [Шумска
мајка],
molto simile alle fate prepotenti. Questa vila è
conosciuta in diverse parti dei Balcani. La madre della foresta è una fata il
cui potere è molto al di sopra del potere delle fate ordinarie. La madre della
foresta è ritratta completamente nuda, con grandi seni e lunghe unghie (da
mandar fori de capoccia!!!). I Valacchi la chiamano Muma Paduri [Мума Падури]. Hanno il compito di immagazzinare l’acqua.

Nella
regione di Timok, nella Serbia orientale sembra che ancor oggi le donne hanno
l’usanza, più volte all’anno di riunirsi lungo i fiumi in onore della Grande
Madre e per tramandare la leggenda di Muma Padra.
Muma [Мума], è una parola serba che si
avvicina a màjka o màma ovvero madre.
Muma
Padra [Мума Падури] vien descritta
come una regina della notte. La signora della foresta orientale viene
immaginata come una gran bella donna florida dai seni generosi, con lunghi
capelli neri lisci, con le unghie lunghe a volte vestita di bianco, ma più
spesso è nuda.
Certo può apparire anche in altre forme, a
volte appare come una anziana brutta e incartapecorita con denti grandi e
pronunciati come fosse una vampira e con una bacchetta magica in mano. Si dice
che nel Danubio superiore può apparire come un maialino, un cavallo, una capretta
e in altre località (?... Speriamo che la traduzione sia affidabile, in ogni
modo le informazioni russe e serbe combaciano) come una mucca, un tacchino o
addirittura – secondo la wiki russa – come un cuneo di legno. Comunque sia essa
appare solo di notte, di solito come si dice appunto dei vampiri, verso la
mezzanotte.
Ma non ama andar nei villaggi degli umani in
quanto è infastidita dal fumo e dalla moltitudine. Perciò si aggira solo nella
foresta e quando cammina nella foresta gli alberi si piegano a terra. Questo mi
ricorda un caso ufologioco degli anni '50 avvenuto in Francia... ma torniamo alla fata.
Ama cantare e lo fa in maniera meravigliosa. È
bella e lussuriosa e spesso seduce le persone giovane e belle che percorrono la
foresta o che vivono nei mulini. Anzi a questo proposito vi sarebbe un racconto
in cui proprio in un mulino la bella fata trovò una fanciulla nuda con i
capelli sciolti e con dei grossi seni. La fanciulla fu sedotta dalle sue
lusinghe e capitolò alla sua bellezza. La fanciulla scomparve; solo in seguito
fu vista tra gli alberi. Insomma bella e pericolosa.
Per questo la leggenda narra che adora le
donne e ascolta i richiami delle fanciulle (ma anche, e non poteva essere
altrimenti, degli stregoni) ed è pronta per loro a far del male agli uomini.
Muma Paduri è la personificazione del bene
eccezionale, ma altresì del male incommensurabile allo stesso tempo. Il concetto della femminilità, molto caro ai
Valacchi, sarebbe basato sulla leggenda stessa di Muma Padura, che perseguita
gli uomini malvagi e protegge le donne che la invocano. In più si prende cura delle
partorienti, accudendo i loro bambini. Cerca anche di prevenire le malattie e frena
il pianto dei bambini e la loro insonnia.
Ma se la donna incinta le è antipatica o le ha
fatto uno sgarbo, avviene il contrario. Una fata molto umana – speriamo non si
offenda nel scrivere questo – nel suo concetto di voler bene o voler male.
Una
delle invocazioni per Muma Paduri recita così “O grande madre della foresta,
fino ad ora mio figlio ha pianto per il tuo, ora lascia che sia tuo figlio a
piangere per il mio.” A Bracevac, villaggio al confine con la Bulgaria, veniva
recitato se un bambino piangeva, allora veniva portato sotto un albero dove
avrebbe avuto paura, e lì si eseguiva. La forma più dura recita [mio completo
adattamento] “Madre della montagna, strega della montagna, hai sgridato molto ai
miei figli. Ho dei coltelli d’oro con cui posso strapparti i tuoi occhi e
spaccarti i denti. Ora hai paura di me e dei miei figli, quindi fuggi verso le
montagne e non tornare all’acqua.”
Secondo la wiki russa l’esecuzione delle invocazioni [dette Заговор e tradotte come cospirazione. Un’espressione verbale che indica, secondo credenze superstiziose,
chi ha poteri magici, di stregoneria o di guarigione.] «è di natura puramente
individuale. Le invocazioni si distinguono per una vivida originalità della
semantica, della struttura e del linguaggio; per genere e per funzione sono più
vicine agli incantesimi e alla preghiera popolare.»
La “maghetta” o
guaritrice "guarisce" il bambino con l’incantesimo
dell’acqua.

E
qui “cura” una epilettica. Siamo nella provincia di Ryazan, nel 1914.
Foto
straordinarie dalla wiki russa
Nella
letteratura rumena Muma Paduri è una creatura mitologia delle foreste, una
donna brutta che ha paura delle persone, e che dovrebbe essere citata in
racconti e nelle credenze popolari.
Un suo sinonimo è Baba (vecchia) Kloanata [Баба Клоаната], la cui controparte si
troverebbe nella mitologia slava col nome di Baba Jaga [Баба Јаге] che deve aver ispirato
Crepax per la sua Valentina e si ci fece pure una pellicola nel ‘73.
Vila (Eco nei Carpazi,
1888) del pittore unghrese
György Vastagh (1834 - 1922) custodita nel Museo Blaskovich a
Tápiószele,
Altre
fonti utilizzate
-https://www.magazin.novosti.rs/scc/vest/vila-koje-su-se-muskarci-plasili-a-zene-u-istocnoj-srbiji-jos-veruju-u-nju-legenda-o-muma-paduri/1391913
-
https://ru.m.wikipedia.org/wiki/Шумска_майка
-
https://ru.m.wikipedia.org/wiki/Заговор_(обряд)
-
https://hu.m.wikipedia.org/wiki/Vastagh_György_(festő)
-
https://it.wikipedia.org/wiki/Baba_Yaga_(film)
Macerata
Granne
(da Apollo
Granno)
S.P.Q.M.
(Sempre
Preti Qua Magneranno)
27/07/'21
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